Lo yeti

Lo Yeti,

la presenza certa di ció che non si vede,
una sensazione costante che qualcosa ci sia ma non si sa nè dove nè come.

Forse è dentro di noi,
nel lavoro quotidiano di lettura del mondo…

…quando proviamo a cercare la giusta direzione nel quotidiano…


Forse bisogna mettersi in viaggio e cercarlo…E chissà se un giorno, 

Raggiunta le vetta della nostra ricerca, 

Voltandoci vedremo qualcosa di diverso, di nuovo…


Un albo per adulti ed adolescenti
per chi è alla ricerca di qualcosa,
che sia dentro o fuori da sè,
per chi crede sempre in quel che non si vede,
per chi sa che solo mettendosi in viaggio si possono raggiungere nuove vette, nuove domande…

Un albo magistralmente illustrato, tra l’altro, dalla Dautremer da me amatissima.

Poche parole a seguire il ritmico andare di questa donna…

Usatelo in terapia, usatelo per credere in voi e nel mistero che vi appartiene…

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IL VIAGGIO: che poi sono tanti, inifiniti e magici…sempre.

Amo questo tema (e i viaggi) da quando la mia prof di letteratura si fissò ad affrontarlo per un progetto triennale…

…la odiarono tutti…io NO.

Moby dick, Operette Morali, Divina Commedia..letti con l’ottica di un rapporto eterno, potente e spesso prepotente con la Natura (con la N maiuscola) intesa come processo naturale ed essere naturale… questo progetto scavò in me il tarlo dell’amore per la letteratura e per il tema.

“Che i nostri viaggi d’esplorazione non abbiano mai fine” Paul Wühr

Ora…per proporre questa area tematica ai bambini direi che possiamo tralasciare Dante, e tenere lì sotto banco la storia di Moby Dick …perchè di albi e modi per viaggiare con i piccolissimi ne abbiamo a disposizione diversi e già pronti ad incontrare gusti e linguaggi adeguati all’età con la quale lavoriamo.

Come sempre…alcune domande:

  • ci siamo posti la domanda di che cosa significa viaggiare per i bambini?
  • in quanti e quali modi si può viaggiare?
  • è possibile viaggiare rimanendo a scuola?

la mia proposta è limitata…sono certa che con i bambini e le bambine saprete fare molto meglio!!

Naturalmente, viste le mie inclinazioni, non potevo che adorare gli albi che ci aprono gli occhi sullo sguardo bambino (il gioco di parole è voluto…chiedo venia…le parole..ahhh che meraviglia!!) e che ci permettono, da adulti, di intuire una concezione del viaggiare del tutto naturale per i bambini: viaggiare con la fantasia.

Viaggiare con la fantasia –> ossia andare dove non si può, dove non esiste, dove fisicamente non si arriva, dove tutto è possibile, …Insomma una di quelle cosine che salvano la vita in tempi e momenti di crisi, che permettono di mantenere una mente aperta ai controfattuali, e ci esercita ad essere abili nel problem solving…vi pare poco?

e allora….partiamo….ai bambini basta poco…un poco che è tantissimo: uno scatolone vuoto, un pennarello magico, un foglio bianco…

a me è bastato sfogliare questo albo per amarlo sedutastante:

viaggio

ma, ovviamente…sul tema ce ne sono diversi di rilevanti:

– Immancabile, che, quando lo leggo, mi da sempre la pelle d’oca è Nel paese dei mostri selvaggi. Babalibri.

A caccia dell’orso. Mondadori.

Luna e la camera blu. Babalibri.

Non è una scatola. Kalandraka (cliccate sul titolo per leggerne la recensione)

I fantastici libri volanti di Mr. Morris Lessmore. Rizzoli

Zoo. di Susy Lee …in attesa di ristampa con Corraini

Mirror. di Susy Lee Edizioni Corraini

Ombra. di Susy Lee Edizioni Corraini

 Scoperta. Feltrinelli

Divertenti e irriverenti.

Celeste combinaguai. La Margherita edizioni.

Io sono un artista. Emme edizioni.

Quello che vi sto proponendo…forse lo avrete capito… è di prendere in considerazione che i bambini hanno un nucleo creativo interno così ampio, complesso e magico che, quando progettate, quando elaborate proposte laboratoriali, non potete non tenerne conto o pecchereste di sottovalutazione nei confronti di quelle meravigliose creature con le quali avete l’onore di lavorare.

Naturalmente ci sono viaggi più o meno fantastici, più o meno “dentro o fuori” (e i fuori sono sempre anche dentro mi raccomando!!), ci sono viaggi sotto o sopra, verso il micro o verso il macro, per terra, mare, monti o cielo…insomma sbizzarritevi.

Io qui vi faccio solo una carellata di alcuni spunti che riguardano per lo più i viaggi che dall’interno partono per mondi interiori proiettati..grazie all’uso della fantasia e dell’immaginazione creativa dove un oggetto di uso comune si trasforma, prende vita, si apre a mondi nuovi, diversi, ampli…fuori dalle porte della stanza dove ci si trova (che è il potenziale che ogni buon libro ha a mio avviso)

“M’abbandono all’adorabile viaggio: leggere, vivere dove guidano le parole” Paul Valéry

In alcuni di questi albi (che proverò a recensire uno ad uno con i miei soliti tempi biblici – quindi tornate a visitare quest’area e a cliccare sui futuri titoli linkati ;-)) ci sono “strumenti stimolo”: un colore come nel caso di Viaggio, una porta, uno specchio…in altri l’autore non si preoccupa di porre tra il lettore, il protagonista e il mondo fantastico qualcosa di fisicamente rintracciabile…ci lascia liberi di entrare a capofitto nelle pagine e nelle illustrazioni (che sono già mediatori..)…

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Quale che sia il vostro modo di accedere alla fantasia e ai mondi che ne scaturiscono…non tentate di influenzare i bambini indirizzandoli su quella via..ognuno ha il suo modo di aprire la porta della mente”, per cui la mia idea è…offrite, come l’autore, strumenti stimolo, o anche semplicemente letture, come queste, di qualità.

Il resto lo faranno loro.

per i viaggi nel mondo naturale…vi ho già ampiamente scritto qui

Quello che a me piace fare è lasciare delle tracce spunto ai bambini poi sedermi con carta penna e macchina fotografica ad osservarli…se volete trattare il tema del viaggio…credo dobbiate, voi in primis, avere il coraggio professionale di lasciarvi condurre da loro…i bambini e le bambine che stanno conducendo parte del loro percorso di vita con voi, nella scuola dove lavorate insieme, in quel preciso momento storico-culturale, con quelle risorse, potenzialità, difficoltà e famiglie.

NB = tracce –> per me possono essere: offrire ai bambini materiali “poveri” destrutturati e naturali, far trovare loro uno scatolone pieno e /o vuoto (e se pieno…di cosa?), fare un’uscita, donare loro un cesto con alcuni oggetti chiave (lente di ingrandimento, macchine fotografiche, foto….mettetici fantasia….), presentare loro una storia, fare un lavoro allo specchio….abbinare queste ed altre idee… 😉

BUON LAVORO!!

E perdonate la mia prolissa energia…scrivetemi se pensate abbia tralsciato qualcosa o se, semplicemente, avete idee, domande, critiche!!

Grazie.

Un sasso nella strada

sasso.cover.big@x2

Novità Minibombo
che tende a non smentirsi sulla qualità degli albi prodotti.
(ha la mia antipatia solo un premiatissimo Orso Buco)

Seguendo lo stile di Orso Buco, che fù di Piccolo Blu e Piccolo Giallo, l’albo si apre con l’immagine di una grande palla grigia che preclude il passaggio a diversi animali che, a mano a mano, si affacciano sulla strada chiedendosi da dove sarà arrivato questo enorme masso.

Quando decidono di coalizzarsi per spostarlo ecco che il lettore viene sopreso da uno starnuto…ed il colpo di scena inverte le parti.

Il grande masso si rivela essere un’anziana tartaruga che, raggiunta da quella che intuitivamente è la compagna, osserva con interesse i piccoli massi apparsi sul suo cammino…

05

Chi non ha mai incontrato un sasso sulla propria strada?

E chi, fortunatamente, una volta affronatato da vicino, non si è poi reso conto che andava tutto ridimensionato? Prendendo atto anche che, un problema, affrontato insieme a qualcuno che ne condivide le preoccupazioni e i dubbi, si dimezza e si risolve più facilmente..?

Mi piace pensare che questo albo divertente e simpatico metta in campo anche queste tematiche:

lo stupore (e il rimanerci di sasso)

la coalizione

l’affrontare insieme un problema

l’inversione dei ruoli

i diversi punti di vista.

Oltre, ovviamente, che a giocare con il bambino sul “vedo-non vedo” e sul riconoscimento intuitivo colore-animale.

E’ un albo che si presta a molti usi:

  • per le letture ad alta voce
  • a scuola per giocare con colori, forme, giochi di ruolo…
  • in biblioteca e in altri luoghi per proporre laboratori creativi suggeriti anche da sito stesso di Minibombo che, per ogni albo prodotto, crea un minisito dedicato. (trovate il link qui)

 

 

Insomma…non perdetevelo!!

Mondo naturale: progetto esempio

Scegliete una sottocategoria. Fatevi guidare dai bambini, dai loro interessi, dalle vostre conoscenze, aggiornatevi, studiate, siate curiosi.

A me, per esempio, ha sempre colpito questo libro fotografico edito L’Ippocampocorteccequindi non ho ragionato sulla sottocategoria, lì per lì, non ho programmato mi sono solo fatta guidare da un mio interesse (e pensate che voi di persone interessate davanti ne avete almeno altre…quante? 7…25…150 ?)

…lo so che “Cortecce” ha poco a che fare con i tipici progetti educativi da nido o infanzia, ma provate a pensare…

_ dotiamo i bambini di lente di ingrandimento, sacchettino per raccogliere, matite colorate, cerette, fogli.

_dotiamoci di macchina fotografica

_ usciamo.

Il nostro progetto educativo può vertere sull’inserimento di materiale ligneo all’interno della scuola in sostituzione e/o aggiunta ai materiali già presenti ma ha, ovviamente, anche tanti altri obiettivi:

  • sviluppo delle capacità osservative
  • sviluppo della motricità fine
  • sviluppo del senso civico (l’impatto ambientale del disboscamento, l’importanza del riciclo –> vedi Il Tagliaboschi )
  • appronfondimento “scientifico” dell’evoluzione del materiale naturale (il legno è un materiale di notevole consistenza che continua a vivere anche dopo il taglio; infatti si gonfia con l’umidità e il calore, si ritira in inverno producendo crepe, si brucia e si può trasformare…)
  • sviluppo del “mapping” (collocamento geografico dei vari tipi di alberi in funzione dei luoghi riproduttivi più idonei)

Partendo da questo libro e dall’idea che il mondo fuori, intorno e dentro la scuola è prezioso si possono fare delle considerazioni iniziali:

  • la corteccia di ogni albero e anche dello stesso albero, in punti diversi, è differente: cambia forme, consistenze e colori.
  • il legno si presta a tantissimi usi all’interno della scuola.

Entrare nel mondo del legno permette, dunque, di esplorare tanti campi di interesse:

– la storia (l’evoluzione dell’utilizzo del legno, il ciclo della produzione del legno);

– le scienze ( la struttura dell’albero);

– la geografia ( l’ambiente idoneo per la crescita delle piante);

– l’educazione civica (l’impatto ambientale del disboscamento, l’importanza del riciclo);

– l’arte ( l’utilizzo del materiale naturale nell’arte e per produrre arte).

[Tengo a dire, facendo così le mie solite parentesi quadre, che queste informazioni servono agli adulti educatori per comunicare il senso del progetto e la sua importanza pedagogica ai “non addetti ai lavori” come per esempio alle famiglie. Mi sembra assolutamente superfluo dirvi che al nido non ci metteremo mai a raccontare “la storia” di come è stato utilizzato il legno…..ma possiamo raccontare e sperimentare, per esempio, da dove nasce l’albero…(odio dirvelo ma esiste una canzoncina non poco famosa che fa al caso nostro) offrendo così ai bambini anche tanti altri spunti fotografici e attraverso albi illustrati. Possiamo anche sequenziare noi la storia dei diversi passaggi dell’uso del legno, per esempio in un cartellone a tasche che preveda, all’interno di ogni tasca, il materiale rappresentato (per esempio la ruota)…sbizzaritevi insomma…]

Come potete verificare da soli lavorando con i bambini…anche una sottocategoria così ristretta vi riporta ad un immane lavoro (volendo) su tantissimi ambiti. Collegandovi infatti all’arte, alla geografia, al senso civico (io non sono affatto fissata nè con le schede nè con le discipline…categorizzo per ridurre il discorso e farmi capire) …vi allacciate in modo del tutto naturale non solo alle altre categorie da me esemplificate in “Esploratori del mondo” ma anche a tanti altri campi.

Sulla “Trasformazione dei materiali” sarebbe possibile fare anche tutto un lavoro sulla carta con visita guidata, per esempio, alla fabbrica di produzione e a quella di riciclo. (e non pensate sempre che i bambini siano TROPPO piccoli per fare esperienze così, la loro meraviglia sarà prova tangibile del grande lavoro che, insieme a loro, state facendo). Mi viene anche in mente che potete poi lavorare con la carta pesta alla costruzione di oggetti, accompagnarli in qualche laboratorio di lavorazione di questo tipo…ecc…

Certo è che…il lavoro va ben PROGETTATO. Poche cose ben fatte, lineari, e creative certo ma senza spaesamenti. Se sapete dove volete arrivare e come saprete anche trovare modalità creative all’interno di un percorso comunque definito [non come me che tergiverso sempre e vi confondo]

Urge dunque una scaletta (potete riprendere il modello proposto qui) con:

  • obiettivi e micro obiettivi per età omogenee
  • materiali
  • proposte laboratoriali per età omogenee
  • proposte uscite esperenziali
  • modalità

Tenete conto che il tema scelto si deve respirare in ogni vostra azione ed intervento all’interno della scuola: dalla festa (se la fate) al tipo di documentazione, al bigliettino che utilizzate per invitare i genitori alla riunione (per esempio un cerchietto di legno con un foro, un piccolo nastrino di raffia color naturale e il bigliettino appeso con luogo ed ora)…è interessante globalizzare l’idea progettuale non per rendere tutto banale, noioso e monotematico ma per coinvolgere quanto più possibile tutti nel senso profondo del lavoro quotidiano che stiamo facendo.

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Idee laboratoriali che rispondano alle aree di sviluppo e competenza:

0-6 –> manipolazione del materiale naturale, osservazione, costruzione libera, “frottage”, costruzione di “inventari” personalizzati, riproduzione grafica di vario tipo con diversi materiali, seriazione per caratteristiche, ascolto di letture ad alta voce, riconoscimento di sequenze di eventi, esperienze in esterna, narrazione…

6 anni  (oltre al resto)–> seriazione e comparazione dei materiali tra loro per differenti caratteristiche (tipologia al tatto, alla vista, all’olfatto…ecc…), disegno dal vivo, fotografia, mappature, creare plastici…. alcuni altri suggerimenti  home made qui

Per le attività di pregrafismo e precalcolo io prendo sempre spunto da attività di munariana memoria o montessoriana ispirazione…questo perchè ODIO le schede e AMO assecondare le naturali inclinazioni dei bambini studiando come amplificarle, farle “esplodere” ossia come e-ducerle e spronarne di nuove.

 

Suggerimenti di lettura:

 

Tutti gli inventari illustrati editi l’ippocampo (dei fiori, degli alberi, degli animali, degli insetti….)

Andiamo fuori a giocare?, Il castoro.

Arte e natura, Rivista Dada, Artebambini.

Concerto per alberi, Terre di mezzo.

Disegnare un albero, Munari, ed. Corraini.

Facciamo i colori. Ricette e idee per dipingere e giocare con la natura, ed. Terre di mezzo.

Fuori. Suggestioni nell’incontro tra educazione e natura, edizioni Francoangeli.

Giardinieri in erba, ed. Editoriale scienza.

I colori della natura, ed L’ippocampo.

Il piccolo bruco maisazio pop up, ed Mondadori.

L’albero, Iela Mari, ed. Babalibri.

L’onda, ed. Corraini.

Mare, ed. Rizzoli.

Montagna, ed Rizzoli.

Nella foresta del bradipo,

Raccontare gli alberi, ed Rizzoli.

Respira piccolo albero… respira, ed. Gruppo Abele.

Saremo alberi,ed. Artebambini.

Soffio di vento, ed. Federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi.

Uffa quanto manca, Il castoro.

 

In una parola (forse qualcuna in più)….USCIAMO in giardino, dagli schematismi, nel mondo.

 

Esploratori del mondo

Cosa c’è di meglio, per educare i bambini al senso civico, al contatto con la natura, alla partecipazione sociale, al “sentirsi parte”, se non il portarli fuori, aprire le porte della scuola, e permttere loro di mappare e vivere il territorio nel quale risiedono?

Ci sono, ovviamente, milioni di modi per farlo. Milioni di approcci…e oserei dirvi che potete intitolare così un progetto pluriennale ed ogni volta focalizzarvi su un aspetto.

Cerco di spiegarmi meglio ed andare nell’ordine mentre le idee nella testa si affollano e si organizzano in diagrammi di flusso complessi tutti collegati tra loro…

Inizio con delle domande:

Cosa significa per il collettivo “essere esploratori del mondo”? Di quale mondo?

Quali obiettivi pedagogici ha il progetto? Siamo in grado di condividerli, sostenerli, portarli avanti con le famiglie?

La scuola ha un giardino? Lo intendete come laboratorio oppure, come lo chiamo io, come triste “area sgombero bambini”?

La vostra scuola dove è fisicamente collocata? Cosa c’è intorno? Siete inseriti in un quartiere? Il quartiere che servizi ha?

La vostra scuola è collegata con i servizi offerti all’infanzia in città? (biblioteche, musei, spazi verdi, luoghi di interesse artistico, monumenti…) e no, come potete fare in modo che lo diventi (a chi rivolgersi, cosa chiedere…)

Ci sono luoghi leggermente decentrati utilizzabili, esplorabili con i bambini? (aree verdi, zone archeologiche, boschi, zone naturalistiche protette, spiagge…)

Iniziamo:

Per prima cosa consideriamo che per essere in grado di assimilare e far proprie le esperienze di esplorazione bisogna anche, parallelemente, crescere in competenza emotiva. Quindi è fondamentale che un educatore NON dimentichi mai che, qualunque sia il tema scelto, ci si muove sempre su almeno due mondi esplorativi: quello interno del bambino che fa esperienza (emotivo, cognitivo, personologico..) e quello esterno. Questo perchè va SEMPRE tenuto in prezioso conto lo stato emotivo dei bambini con i quali lavoriamo, collaboriamo, facciamo esperienze;  va chiesto loro di raccontarsi, di esprimersi come possono, a seconda dell’età e delle competenze, e vanno accompagnati a trovare strumenti comunicativi per tradurre in pensiero astratto ed in parole quanto esperito con il corpo. Il fare esperienza, infatti, sarebbe puro corpo se non ci fosse il passaggio alla mente (e qui la psicologia dell’infanzia e la pedagogia moderna possono dirvi molto).

Mondi possibili, alcune idee:

  • Mondo emotivo (sempre!)
  • Mondo naturale. (qui) Declinabile in tanti modi (dall’orto al mare, dai colori della natura ai cambiamenti naturali, dalla trasformazione del bruco alla trasformazione degli elementi…insomma sbizzarritevi!)
  • “Progetto Mapping”: che permette la mappatura della città e dei suoi luoghi di interesse, vissuti a misura di bambini (biblioteche, musei, vie e viuzze con visita guidata, aree archeologiche, pinacoteche, case di artisti…….)
  • Mondo artistico. Per restringere ancora e diversificare…(si parte dalle opere artistiche di maggior interesse in città poi si passa al disegno dal vivo compiuto dai bambini per esempio, alla lavorazione di materiali come creta, legno ecc…magari proprio in case d’artista, con produzione di opere scultoree, pittoriche, artistiche personali dei bambini..)
  • Mondi possibili: che si collega, per esempio, con progetti come quelli della Città dei bambini e delle bambine e/o della filosofia per bambini. Che nella mia città hanno un particolare fiorire e rifiorire (  Libro; Il consiglio dei bambini ;     Fanoperbambini.it; Filosofiacoibambini ..)

 

Queste sono solo alcune idee…che ho messo in crescendo secondo la mia idea di complessità nella realizzazione e nella sperimentazione pratica.

Per ognuna di queste macro-aree ci sono tante possibili declinazioni in sottocategorie più piccole e comunque, sempre, significative. Dipende molto dalle vostre competenze progettuali e dal tipo di funzionamento del collettivo scegliere che tipo di tema affrontare. Paradossalmente si potrebbe lavorare un intero anno “solo” sull’inserimento di elementi naturali all’interno della scuola in sostituzione ai materiali precedentemente presenti (via la plastica avanti il legno!! per es.. 😉 ). Non sarebbe comunque un lavoro da poco sapete?

Mi piacerebbe lasciarvi una bibliografia con alcuni spunti e semmai mettere un paio di esempi progettuali per chi ne ha proprio proprio bisogno.

Riferimenti bibliografici:

Libri comuni:

COME DIVENTARE UN ESPLORATORE DEL MONDO di K. Smith, ed. Corraini.

KUBBE FA UN MUSEO di Johnsen Kanstad e V. Ponciroli, ed. Mondadori Electa.

LIBRI FOTOGRAFICI (es: ed L’Ippocampo)

IL PUNTO Ape Junior

Mondo emotivo:

L’ALFABETO DEI SENTIMENTI di Janna Carioli, Sonia M. L. Possentini, ed. Fatatrac.

CHE COS’è UN BAMBINO (cliccate per legegre l’articolo correlato)

EMOZIONI di Van Hout Mies, ed. A.L.

A CHE PENSI? di Laurent Moreau, ed Orecchio Acerbo.

I COLORI DELLE EMOZIONI. Pop up. Di Anna Llenas, ed. Gribaudo.

Un classico un pò maltrattato: CHE RABBIA! di Mireille D’Allancè, ed. Babalibri

SONO IO IL PIù FORTE di Mario Ramos, ed. Babalibri.

Mondo naturale: (cliccate sul titolo per i dettagli)

Tutti gli INVENTARI ILLUSTRATI editi L’Ippocampo (dei fiori, degli alberi, degli animali, degli insetti….)

I COLORI DELLA NATURA di Jean-Baptiste de Panafieu , G. Guerzoni, ed L’Ippocampo.

IL PICCOLO BRUCO MAISAZIO POP UP di Eric Carle, ed Mondadori.

RACCONTARE GLI ALBERI di P. Valentinis, M. Evangelista, ed Rizzoli.

NELLA FORESTA DEL BRADIPO di Anouck Boisrobert, Louis Rigaud, Sophie Strady

MONTAGNA di A. Conforti, Rizzoli.

MARE di C. Carminati, ed. Rizzoli.

FACCIAMO I COLORI.RICETTE E IDEE PER DIPINGERE E GIOCARE CON LA NATURA di H. Arendt e S. Crimi, ed. Terre di mezzo.

Fuori. Suggestioni nell’incontro tra educazione e natura  2015, edizioni FrancoAngeli.

SAREMO ALBERI di Mauro L. Evangelista,ed. Artebambini, 2010

L’ONDA di Suzie Lee, ed. Corraini, 2009

SOFFIO DI VENTO di Elisa Lodolo, ed. Federazione nazionale delle Istituzioni pro ciechi, 2009

GIARDINIERI IN ERBA di Emanuela Bussolati, ed. Editoriale Scienza, 2008

RESPIRA PICCOLO ALBERO… RESPIRA di Sandra Dema e Antonio Boffa, ed. Gruppo Abele, 2013

http://www.bambinienatura.it

“Progetto Mapping”:

per questo progetto potete recarvi negli uffici comunali di competenza per ritirare copie di cartine della città, potete uscire  ed accompagnare i bambini e le bambine nei luoghi di interesse e chiedete loro di costruire con voi mappe e plastici dei percorsi. Avvaletevi delle competenze di guide turistiche, guide museali, direttori di teatri…

MAPPE di A. Mizielinska e D. Mizielinski, ed Mondadori Electa.


INVENTARIO ILLUSTRATO DELLE MERAVIGLIE DEL MONDO di E. Tchoukriel, V. Aladjidi, ed. L’Ippocampo.

Mondo artistico:

Arte di ron van der meer, f. Whitford, ed. Artebambini.

Arte per crescere. Idee immagini laboratori di P. Ciarcià e M. Dallari, ed. Artebambini.

Collana PiPPo di Topipittori

Che sorpresa paul klee! Di paola franceschini, ed. Artebambini.

Con gli occhi di miro’ di pola franceschini, ed. Artebambini.

Il giro del cielo di j. Mirò e d. Pennac, ed. Salani.

Il museo immaginario di Gek Tessaro, ed Carthusia.

Io sono un artista di Marta altès, Emme Edizioni.

Jackson pollock  di f. Gilberti, ed. Corraini.

La fabbrica dei colori di t. Hervè, ed. L’ippocampo.

L’esperienza dell’arte. Laboratori ed attività creativi per l’infanzia di cristina francucci, ed lapis.

Libri fatti a mano di agnese baruzzi, ed. Artebambini.

Miro’ e l’arte contemporanea con gli occhi dei bambini e delle bambine di cooperativa sociale contestoinfanzia, ed. Artebambini.

 

Mondi possibili:

IL MONDO IMMAGINARIO DI… di K. Smith, ed. Corraini.

NON è UNA SCATOLA di A Portis, Ed. Kalandraka.

CELESTE COMBINAGUAI di Emma Yarlett, La Margherita edizioni.

FEDERICO di Leo Lionni, ed. Babalibri

Non è una scatola

nonèunascatola

Strumento a dir poco indispensabile ed immancabile in tutte le librerie di insegnanti ed operatori del settore scolastico (dove per settore scolastico intendo TUTTI coloro che si occupano di educazione ed insegnamento, non solo lo 0-6).

Questo albo, insieme ad altri come “Sulla mia testa” e “Che cos’è un bambino” che trovate qui : Bambino: un mondo da conoscere,  ci fa a lungo riflettere sul potere immenso dell’immaginazione (che non è solo fantasia ma vera costruzione creativa di mondi e di visuali del mondo “reale”)  dei bambini e delle bambine.

“Non è una scatola” è un prontuario per adulti, come un paio di occhiali magici che permettono di vedere quello che abbiamo smesso di vedere da un pò…

E, ci tengo a sottolinearlo, quello che abbiamo smesso di vedere da un pò…

  • non è soltato il mondo immaginativo che abbiamo il potere di creare se lasciati liberi di sperimentarci e sperimentare materiali
  • ma abbiamo smesso anche di considerare il valore soggettivo di ogni persona, ci siamo adattati all’incasellamento precostituito consumistico e riduttivo che toglie valore al potenziale di ognuno, che lo sminuisce, inscatolandolo, appunto, in etichette.

Un coniglio ed una scatola: una voce fuori campo che sottolinea l’insensatezza nell’utilizzo di una banale scatola di cartone, e il coniglio, “voce bambina”, che ci apre gli occhi. La scatola non è quello che appare agli occhi di chi guarda, è molto di più…e il coniglio è “costretto” a ribadirlo a gran voce fino alla fine…fino a dover estirpare il nome stesso all’oggetto per riuscire a ridefinirlo, svincolandolo dal giudizio restrittivo che gli era stato abbinato.

Ho citato  spesso questo albo  perchè lo utilizzo davvero tanto sia con i bambini che con gli adulti in vari ambiti.

Serve agli adulti a ricordare di quanto sono capaci i bambini, ai bambini per essere confermati nel loro potere e per notare che ci sono adulti che se ne ricordano…

Utilissimo anche per strutturare progetti educativi anche 0-6 (ve  ne ho parlato qui Lo 0-6 questo sconosciuto. e trovate un progetto della scuola dell’infanzia e del raccordo Zizzi del Comune per il quale lavoro ben presentato qui: Kalandraka – un progetto con un albo )

fenomenale per azzardare un cambio di materiali all’interno della scuola, per ragionare su quanto “inutili” siano alcuni degli oggetti che offriamo ai bambini credendo siano giocattoli per loro utili e che invece, come direbbe la dott.ssa Chokler, “sono giocattoli che giocano da soli” bloccando la creatività del bambino anzichè valorizzarla.

Nell’albo possiamo notare, e così osservare anche nel gioco attivo ed autonomo dei bambini che abbiamo nelle nostre case, scuole, giardini…che meno il materiale è predefinito e strutturato, e quindi più è destrutturato, “povero” e “naturale” e più i bambini spaziano con la loro immaginazione utilizzando il materiale in modo assolutamente inaspettato, creativo, variabile a seconda delle necessità, ricompattandolo, ricostruendolo, destrutturandolo o ristrutturandolo a seconda della visione che in quel momento stanno “mettendo in gioco”.

Ovviamente il discorso si può ampliare tantissimo ripensando al materiale di tutta la scuola, ad una filosofia nella scelta di ogni oggetto che viene messo a disposizione, dentro e fuori, ai bambini a scuola (e questo a mio avviso è l’approccio ideale per trovare un’armoniosa fluidità nel lavoro di tutta un’equipe oltre che dei bambini: troviamo un accordo, un manifesto dell’idea di bambino e quindi, di conseguenza, accordi su attività laboratoriali e materiali che andremo a proporre)

ma

non sempre è possibile nell’immediato, o, spesso, ci sono resistenze nel fidarsi dei bambini e delle bambine e della loro immaginazione (ci vuole fiducia in loro – tanta – ed anche nelle nostre competenze nel sapere cavalcare le onde da loro proposte, sapendo gestire il lavoro complesso all’interno della scuola)…quindi…possiamo pensare, per esempio, di creare una stanza dedicata ai materiali destrutturati (e per stanza intendo anche il giardino) e vedere cosa accade. Possiamo insomma partire da un punto della scuola, metetrci in osservazione e verifica, e riflettere, in collettivo, su quanto emerge.

Io, che per indole e pensiero mi fido ciecamente dei bambini, sono certa che vi stupirete ma e solo se saprete stare in sospensione di giudizio e in attesa accogliente, senza intervenire SUI bambini. Preparate gli spazi, i materiali e fogli e penne per voi.

Ragionare prima, progettare e poi verificare in itinere è fondamentale per non ostacolare il lavoro dei bambini in corso d’opera. Se li lasciamo emergere non solo ci stupiranno (che a qualcuno può interessare e ad altri meno) ma si “riveleranno” ossia sapranno mostrarci il loro potenziale e le loro difficoltà così da permetterci di riflettere sul “da farsi educativo”

FIDIAMOCI DI LORO.

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vi lascio con il link a questo bellissimo video che gira in questi giorni su fb:

video “cosa vedono i bambini quando giocano”

 

e un link, molto più professionalmente interessante, ad una scuola davvero avanti, vicino a casa: Fondazione Gualandi

Oliver: un bambino davvero speciale…

oliver-224882 Valentina Edizioni

Oliver   ….si sentiva un pò diverso

…ma non gli importava. Oliver infatti aveva i suoi amici, pupazzi colorati dalle buffe facce simpatiche…”viveva nel suo mondo, felice, con i suoi amici”…con loro affrontava splendide avventure.

Qualche volta però i suoi amici dovevano stare fuori da alcune esperienze, oppure si dimostravano non sufficienti a colmare il senso di solitudine che pervadeva Oliver…e allora lui…si sentiva un pò diverso – punto.

Oliver un po diverso punto

Ma il libro, come nelle migliori favole, ci accompagna al risvolto positivo…infatti, un giorno, mentre Oliver giocava a tennis, come di consueto, contro se stesso…la pallina rimbalzò ben oltre la sua testa….e Oliver dovette, per riuscire a raggiungerla, valicare i propri confini sicuri, lanciandosi “davvero” (dice il libro) in una nuova avventura.

oliver tennis 1

Fino a qui le assonanze possibili sono tante:

  • Appena ho preso in mano questo albo delicatissimo ho pensato ad Antonino e al suo pentolino, per esempio, (Video: il pentolino di Antonino Kite edizioni ): un albo meraviglioso che illustra a grandi e piccini concetti come quelli di disabilità e resilienza; che utilizziamo spesso, spessissimo a scuola per corsi di aggiornamento ed incontri con insegnanti e genitori anche per spiegare meglio, con il potere delle immagini, il grande ed importante lavoro delle insegnanti di sostegno, e dei bambini con difficoltà che mettono tutto di se stessi per crescere.
  • Penso anche che , e il finale che qui tra poco vi mostrerò mi supporta in questo, tutti i bambini e le bambine siano speciali a modo loro e che basterebbe poco per accorgersene e valorizzarli…questo libro, per esempio, ci permette di osservare Oliver “da fuori” esattamente come potremmo fare a scuola, o a casa, mettendoci comodamente seduti in un punto della stanza, fermi ed in silenzio, avendo predisposto spazi e materiali affinchè i bambini si muovano liberamente.
  • Oliver ha caratteristiche davvero speciali, che spesso leggiamo ed etichettiamo in modo veloce a causa del nostro bisogno di chiudere in scatola, con nomi ben sicuri, quello che vediamo. Oliver vive nel suo mondo (quante volte lo abbiamo detto pensando di avere davanti bambini che vengono comunemente definiti autistici?). Oliver, nelle illustrazioni che ci vengono proposte, si isola dagli altri bambini, ha intolleranza per alcune situazioni sociali (guardate le facce di ogni personaggio presente nella scena e ditemi come vi sentireste voi….io come Oliver sapete?)  e sa, anche (ed è un anche che usiamo spesso per enfatizzare somme di sintomi) suonare il pianoforte..
  • MA… e sono questi i motivi per i quali amo questo albo… Oliver ha un senso di sè elevato, riconosce di essere speciale e questo, alcune volte, lo porta tristemente ad affacciarsi al mondo…a quello stesso mondo che sembra provare indifferenza per lui (vedete qualcuno che gli si avvicina? Che…forse…per alcune persone ci sia bisogno che siamo noi ad avvicinarci? A fungere da ponti? Carissimi insegnanti ed educatori ho a cuore il vostro lavoro….sentitevi di avvicinarvi, in punta di piedi, vi prego)          Oliver si confronta con la realtà…e non si arrende, non si sente sconfitto, triste o  impaurito…Oliver va e si lancia in un’ avventura che è fantastica ma anche e soprattutto reale… Rincorre la pallina…e…

oliver tennis 2

Lì…dall’altra parte del suo mondo…ne incontra un altro…diverso.

Il mondo di Olivia, diversa – come lui – e – da lui-.

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Amo le illustrazioni ricche di minuziosi dettagli, quasi timide nei colori e nell’accenno alle espressioni e alla rappresentazione delle emozioni. Le frasi sono brevi ma limpide, dirette..lasciano spazio al valore magico della fantasia dei bambini e degli adulti che leggono e guardano, accompagnano verso il finale, sperato e atteso quanto timorosamente messo in dubbio…(ce la farà Oliver a conciliare la vita felice nel suo mondo con quella reale? Bhe…sembra proprio di si che dite?)

La domanda che mi e vi pongo…considerato che tutti i bambini e le bambine, certamente qualcuno più di altri, sono portatori di diversità e in questo sanno essere speciali…siamo in grado noi adulti di accoglierli senza giudizi limitanti ed etichettanti? Siamo in grado di permettere loro di andare oltre i loro confini sicuri predispondendo piani educativi, spazi e materiali, progetti che favoriscano il loro aprirsi, davvero, a nuove avventure?

 

 

(io rispondo che sì…siamo in grado se ci disponiamo a farlo, se siamo costantemente formati e disponibili a formarci, anche cambiando….buon lavoro dunque!)

 

 

 

Il Tagliaboschi

Il tagliaboschi.
Ed Il leone Verde magistralmente illustrato da Alain Cancilleri

-Il-Tagliaboschi copertina

Un bosco su paesaggio innevato.

Ed una casa, con il camino acceso, quasi a vetta di una montagna.

E il silenzio……sembra di sentirlo.

il-tagliaboschi1

Un mattino presto l’uomo che abita la casa si sveglia, indossa caldi indumenti ed ecco che lo vediamo affacciarsi alla porta e, con volto assonnato, uscire… noi lo vediamo da fuori, non siamo invitati ad entrare in casa né a sapere cosa pensi quest’uomo e dove stia andando…

Ma il silent ci accompagna, per mano…a scoprirlo.

Appoggiata al muro della casa un’ascia, che l’uomo prende sulle spalle per iniziare poi il suo viaggio.

il-tagliaboschi 2

Dove va nel silenzio di un mattino innevato?

Poche pagine dopo lo sappiamo…quest’uomo è un tagliaboschi e lo capiamo perché dopo aver raggiunto un bosco lo osserviamo lasciare dietro di sé alberi spezzati alla base.

Un’ascia, un uomo ed una foresta in caduta libera.

Sembra di sentirlo il tonfo pesante e soffocato di ogni albero abbattuto, e serve un occhio bambino per notare che non siamo gli unici osservatori disarmati..

Un coniglio, uno scoiattolo ed un picchio..poco dopo un lombrico…inermi, anche stupiti, guardano…

Il-Tagliaboschi-3-

Ma forse il peggio deve ancora arrivare…e girando pagina una fitta raggiunge il cuore…

Vediamo il tagliaboschi, il mattino seguente, raggiungere nuovamente quella che era una foresta..

La pagina è disseminata di tronchi spezzati, solo un albero è rimasto in piedi ma a pochi passi l’uomo, con la sua ascia, lo sta già raggiungendo.

ultimo albero tagliaboschi

Girare pagina è quasi doloroso.

Il tagliaboschi è ai piedi dell’albero,

alza la sua ascia e nel farlo alza,

casualmente, il volto e…

…qualcosa di magico, di inaspettato, di perfetto come è perfetta la magia di ogni storia…accade.

tagliaboschi sorpresa

Tra i rami una gremita popolazione di animali guarda l’uomo. Volpi, un orso, scoiattoli, gufi, uccelli, un piccolo gnomo (dice mia figlia), un lombrico….sono tutti stretti uno all’altro sopra all’ultimo albero rimasto e guardano impauriti, interrogativi l’uomo che taglia i boshi.

Sì guardano l’uomo e anche noi lo stiamo guardando domandandoci cosa farà? Si renderà finalmente conto? Come è possibile che non si sia accorto di quello che stava facendo?

Giriamo pagina…

L’ascia è a terra, il volto dell’uomo è visibilmente scosso…e allora in noi si muove una rinnovata speranza, un sospiro di attesa positiva si fa spazio ed è irresistibile la voglia di girare le pagine e osservare l’uomo affrettarsi verso casa, bussare alla porta e fare un lungo discorso alla donna che abita con lui…..

Questo silent va goduto pagina dopo pagina fino al fondo della copertina, e arrivati alla fine va chiuso e rigirato dal titolo, alla copertina iniziale…perché, senza saperlo, abbiamo avuto tra le mani il futuro fin dall’inizio.

-Il-Tagliaboschi copertina

Interessante lo svelamento su più piani, i dettagli che si annidano qua e la tra le pagine.

Una storia di silenzio e natura (come cita il retrocopertina), di educazione al rispetto in continua sospensione tra quello che è necessario fare-  oppure no, tra quello che si può scegliere di fare-  oppure no, tra quello che si è e si può essere davvero.

Una storia di ritorno all’armonia con il naturale: con se stessi e con il mondo.

(in cui è una donna, alla fine, la mediatrice di vita, che porta con se il primo di tanti alberi da ripiantare)

Scopritelo…merita davvero!

Buchettino

buchettino

Buchettino…tratta da Le petit poucet di Charles Perrault,scritto da Chiara Guidi, illustrato magistralmente da Simone Massi, edizioni Orecchio Acerbo (casa editrice ed illustratore – garanzia!) non è soltanto un capolavoro nei contenuti ma anche nella formula espositiva degli stessi…

 

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parole che urlano, che sussurrano, che strisciano lungo la schiena insinuandosi tra le pieghe delle paure e dei dubbi, nel buio della stanza e dei pensieri…parole piccole o grandi, in grassetto o quasi trasparenti…suoni evocati attraverso il tratto…

parole che danzano, che girano, che si attorcigliano…movimenti che si fanno scrittura…

il tutto accompagnato da immagini a due colori…ricchissime prepotenti allo sguardo, intense per le emozioni che risvegliano, smuovono…evocano..

Simone Massi è un illustratore che io apprezzo tantissimo, nato e cresciuto nell’entroterra della provincia dove abito che, presto, spero di poter conoscere di persona. ogni volta che illustra una fiaba, una storia mi sembra di riviverla sulla pelle, di esserci, in prima persona, e di respirarne gli odori, i suoni, le ambientazioni…

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La storia è potente e nella prefazione del libro ci viene descritta una delle formule attraverso le quali viene presentata: a teatro, con gli spettatori sotto ad una coperta, ad occhi chiusi ad accogliere il suono della voce narrante.

Ed è proprio in quel suono, di una voce, ma familiare e calda e lenta, che mi cullo ogni qualvolta leggo una fiaba classica…torno anche io, idealmente ma tangibilmente, sotto alle lenzuola accanto a mia nonna che, nella penombra pomeridiana dei pomeriggi autunnali, racconta e racconta…fino a che il lieto fine mi accompagna a lasciarmi andare al sonno.

La fiaba ovviamente ha moltissimi elementi chiave: affronta temi delicatissimi come la povertà, la miseria di spirito ed economica, il potenziale creativo dei bambini (dei più piccoli soprattutto), il grado di svalutazione e sottovalutazione che gli adulti compiono nei confronti dei piccoli, il livello di pericolosità del mondo (c’è un Orco famelico che vuole mangiare i bambini e che si alza di notte, di nascosto dalla moglie che tenta di salvarli, per sgozzarli…ma al posto di uccidere i bambini “stranieri”, grazie ad uno stratagemma di Buchettino, il nostro protagonista, sgozza le figlie), la morte, la violenza e la prepotenza, l’inaspettato..il lieto fine atteso che apre alle possibilità della vita e che rivolge in positivo tutta la negatività e l’ombra fino a qui respirate.

Insomma…si sta con il fiato sospeso fino all’ultimo e guai a non arrivare al finale riparatore, lasciare in sospeso tanti e tali temi sarebbe, a mio avviso, far danno. Non è una fiaba, insomma, da leggere a bambini di due anni..ma semmai a quelli di 7-8 che hanno chiaro il limite tra fantastico e reale e che possono tollerare tensione e paura che il libro smuove diluendone l’allietamento, sapendo aspettare il finale.

Trovo che sia un albo imperdibile, pubblicato da una casa editrice che amo e alla quale chiedo di pubblicare tutte le fiabe classiche possibili…grazie.

 

Insieme al libro un codice personalizzato per effettuare il download della fiaba narrata dalla voce di Monica Demuru.

Qui trovate il link al pdf dell’anteprima: Anteprima

 

La vostra voce: amarsi prima di vedersi

A “Filo di voce” questo il titolo dei due incontri (Incontro) dedicati al tema della voce e della lettura rivolti a genitori in attesa che ho avuto l’onore di tenere a Lacasatonda Fano  .

Quello che mi piacerebbe fare è riprendere questo discorso qui con voi, presentarvi alcune “scoperte in pillole” che ho incontrato preparandomi a questi incontri (si preparandomi…c’è sempre da studiare e da leggere, qualche nuova ricerca, un taglio più preciso su argomenti che si pensa già di conoscere…amo approfondire quando posso!!)

Mi permetto di riportare qui in toto l’intro ad un utilissimo testo sulla lettura

Leggimi Forte – Parla con Lui

Gli umani, appena nati, paiono esseri fragili e precari, in bilico sul ciglio della vita come sul crinale di una collina. Forse lo sono davvero, o forse è la nostra ansia di genitori che li vede così. Fatto sta che, a quel punto, noi prendiamo d’istinto a chiamarli, con voci e sorrisi, perché da quel crinale si lascino scivolare verso di noi, da questa parte e non da quella. La voce umana ha un potere grande e segreto, che assordati da molti apparecchi rischiamo di dimenticare.
Prima del senso c’è il suono, prima delle parole c’è la voce. Quella voce ha potere sulle cose: le chiama all’umanità, le rende umane. Parliamo agli animali, che non conoscono parole, parliamo a una lapide, a una pianta, a uno specchio; a una persona in coma perché ricordi la vita umana, e vi ritorni.
E a un neonato perché si fidi e vi entri.
La voce echeggia come un canto di balena, in quell’oceano sconfinato e incomprensibile che è una nuova vita, per dire tre sole sconfinate verità: io sono qui, tu sei qui, il mondo è qui. I mesi e gli anni passeranno, quella voce prenderà forma di parole, perline di senso infilate in collane via via più fiorite e complesse: mangia, dormi, ridi, cresci, come stai? Ma sotto quella superficie variopinta, in certe ore del giorno, in certe condizioni di luce, di emozione, di sonno, noi siamo ancora in grado di sentirlo, quel suono senza senso, quella voce senza parole, che non “vuole dire” niente, ma genera umanità.

La cosa fondamentale che questo libro dice a un genitore è dunque questa: parla a tuo figlio. Hai un potere di umana magia nella gola, unico eppure comune: perché ne sei avaro?

Parla con lui, con lei. Non negargli ciò che sai fare, che gli serve. E se non sai cosa dire, ci sono sorgenti di parole giuste, che son fatte per questo: leggi un libro. “

Trovo che questa presentazione abbia al suo interno un’infinità di spunti e di riferimenti  alle più moderne teorie e ricerche sulla vita intrauterina oltre che riferimenti pedagogici, psicoanalitici, morali e filosofici. Insomma la adoro. La trovo perfetta…ma proverò ad esplicitare le mie motivazioni supportandole anche con teorie , accompagnandovi nel mio viaggio con Albi illustrati e tantissimi suggerimenti di lettura (che trovate in bibliografia qui allegata)

 …”Quella voce ha potere sulle cose: le chiama all’umanità, le rende umane” …

Scrive Michel OdentLa salute dell’individuo inizia nel grembo materno […] Il bambino prenatale vive tutto ciò che vive la madre e sin dall’inizio…Durante la gestazione, dunque, non è sufficiente seguirne il buon andamento soltanto mediante esami ecografici, analisi cliniche e controlli medici per accertarsi del perfetto stato di salute di madre e bambino. Occorre preoccuparsi anche di alimentare correttamente la relazione madre-bambino-padre sul piano affettivo…
Attraverso il tatto (il bambino) è anche in grado di percepire i suoni prima che si sviluppi l’organo dell’udito […] Percepisce la voce della madre dall’esterno e dall’interno, attraverso i tessuti e le ossa, fino all’utero.Non comprende le parole, nel senso di afferrarne il senso, ma ne afferra la carica affettiva e identifica una intonazione ed un ritmo particolari, che dopo la nascita serviranno come punti di riferimento e gli daranno sicurezza tra le tante nuove sensazioni che dovrà affrontare venendo al mondo

Avete notato? Il dettaglio fondamentale…lì dove dice che il bambino intrauterino sente (con tutta la complessità dei significati di questo termine) ancor prima che il senso dell’udito si sviluppi. Ossia gli studi moderni e la psicoanalisi, praticamente da sempre, ci dicono che il bambino fin da quando si ambienta nell’utero materno riesce a percepire, attraverso il corpo, le onde sonore e che queste trasmettono non soltanto la voce della mamma ma significati molto più complessi quali un senso di esistenza e di confine (per approfondire leggere Winnicott) ..per riprendere le parole da il libro Leggimi forte “per dire tre sole sconfinate verità: io sono qui, tu sei qui, il mondo è qui “.

Il bambino quindi è in una situazione di ascolto emotivo, tutto quello che gli arriva lo colpisce, lo attraversa, viene vissuto e non pensato (citando uno dei miei amatissimi professori Racalbuto – articolo, interessante il suo testo sul tema “Tra il fare e il dire” )

Che cosa significa questo esattamente? Sono concetti complessi presi dalla psicoanalisi ad origine bioniana che cerco di semplificare così: fino a che il bambino non sviluppa, dopo la nascita, intorno ai 24 mesi, la capacità cognitiva di simbolizzazione (ossia di associare ad immagini reali immagini mentali) tutto quello che vive, soprattutto nei mesi intrauterini e nei primi mesi post nascita, è vissuto-non-pensato, ossia escluso dalla simbolizzazione mentale (in fieri) ma che rimane impresso nel corpo come esperienza fatta ma non narrabile, senza parole insomma.

Ciò rende il caregiver  (ossia colui o coloro che si prendono cura) fondamentale: il ruolo dell’adulto è quello, infatti, di tradurre il reale mettendo parole, espressioni, posture…dando cioè una raffigurazione pensabile e “fatta di confini” “confinata” (perchè la parola, dando senso, limita anche ossia riduce il carico emotivo legato all’esperienza) (per approfondire leggere Bion)

e allora sono utilissimi, nei primi mesi di vita del bambino, tutti quei libri che nominano gli oggetti (un oggetto, un animale, una figura per pagina!!) e i libri sulle facce e le espressioni. Bellissimi e soprattutto degni di nota i libri a contrasto bianco/nero.

Qui sotto una piccola selezione prima di tornare al filone principale del nostro tema:

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Libri a contrasto, libri da toccare, libri che nominino la realtà, libri sonori

Ma torniamo al tema iniziale e scusate se ogni tanto prendo percorsi e vie traversi…

Laura Pigozzi in –A nuda voce. Vocalità, inconscio, sessualità(2008) – scrive “la voce ha uno statuto più antico e originario rispetto alla parola” “la voce è anche e soprattutto memoria” continua Imbasciati  : “è una memoria implicita; sganciata dunque da qualunque possibilità di ricordo. Anche qui c’è una distinzione, non ancora assimilata nella cultura generale: un conto è il ricordare, altro conto la memoria, nella sua piena estensione; il primo difficilmente corrisponde la secondo” – Nuove teorie sul funzionamento della mente. L’istituzione psicoanalitica e gli psicoanalisti, mbasciati, 2005.

E proseguo “Il feto impara (Manfredi, Imbasciati, 2004) in relazione a come la gestante (e il suo entourage e il suo stile di vita), modula ciò che gli incipienti organi sensoriali del feto possono recepire: è la modulazione materna che conferisce loro quella organizzazione che li costituisce come funzioni mentali (in primis percettive) passibili di essere memorizzate. Questa modulazione assume il carattere di un’effettiva comunicazione, vuoi ordinata e funzionale, vuoi disorganizzata e disfunzionale. La comunicazione gestante/feto è pertanto la matrice degli apprendimenti fetali e del costruirsi delle prime elementarissime funzioni mentali del feto”

 Lacan parla di Lalingua cheè quella dimensione del linguaggio che precede il linguaggio e che investe direttamente il corpo che parla. Lalangue è la dimensione carnale, primaria, originaria del linguaggio, rispetto alla quale il linguaggio sarebbe un’elucubrazione di sapereLalingua Lacan

Insomma…il suono della vostra voce (e Imbasciati ha dimostrato che il bambino-in-pancia riconosce e risponde in modo più attivo alla voce a lui direttametne rivolta), ancor prima del significato delle parole che dite, le emozioni che trasmettete ancor prima delle parole che utilizzate hanno un’importanza ed un interesse altissimo per i vostri bimbi in pancia e anche per i bimbi appena nati.

La componente prosodica della voce (ossia la ritmica e la melodica e qui Elisa Ridolfi può aiutarvi meglio di me)  è da considerare una vera e propria forma di contatto emozionale, una forma di abbraccio non corporeo.

Quindi? Dette tutte queste cose psicoanalitiche?! Bhe…quindi LEGGETE, LEGGETE, e ancora LEGGETE, CANTATE, osate con la vostra voce trasmettere tutto l’amore che provate per questo bambino.

Aucher ci ricorda che se i caregiver “parlano e cantano spesso al feto la carica affettiva dei loro messaggi risveglierà in lui un sentimento di fiducia nella vita”

Il bambino intrauterino pensa “per emozione e sentimento” dice Alfred Tomatis e allora leggere qualcosa che vi fa piacere, che vi fa star bene, parlare con lui è importantissimo.. in bibliografia trovate alcune proposte. Tenete conto che potete leggere anche Dante, mentre il vostro bambino è in pancia,…purchè questo a voi dia emozioni che desiderate trasmettere.

PS= Non ho aperto nè sfiorato il tema del desiderio (con tutto il carico di investimento, aspettative, disinvestimento ecc…) perchè ritengo che sia estremamente delicato e inadeguato ad un luogo virtuale come questo.

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Link utili:

Casa Casina

Bambino: un mondo da conoscere

Libri come ponti

Nati per leggere

Un grazie veramente speciale va a  Marta de il DragoFanfarone Fano
per la quantità di libri che ogni volta mi mette a disposizione.

A Livia Serrano e Valeria Patregnani per la collaborazione e gli spunti di riflessione che sempre mi offrono. L’una responsabile di http://www.fanoperbambini.it, l’altra responsabile dei servizi al pubblico della biblioteca. Insieme appassionate scriviamo Dillo con un libro.

E ovviamente ad Elisa di Lacasatonda per l’accoglienza e per aver pensato a me.

BIBLIOGRAFIA:

BIBLIOGRAFIA

Il cestino dei tesori

MOVIMENTI NEI PRIMI ANNI DI VITA DEL BAMBINO

Articolo non citato per questioni di brevità: Il corpo della voce, la voce dell’ascolto.  Biferale, Toti