Il fatto è – Capitombolo

Il fatto è  e  Capitombolo – Lapis Edizioni.

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Il fatto è…. “che nessuno può obbligare una paperetta a tuffarsi in acqua se non è pronta” dice imperiosa mia figlia giocando a fare la lettrice ad alta voce ai suoi bambini.

Lo dice con quel tono di fierezza e solennità che solo i bambini e il loro senso del vero sanno dare ai contenuti più che alle parole.

Potremmo finire così il riassunto di questo, a mio avviso, meraviglioso albo (adatto anche per le prime letture dato che è scritto in stampato maiuscolo – come anche Capitombolo)

La storia di Il fatto è si svolge ai bordi di uno specchio d’acqua al quale si affaccia tranquilla una paperetta…la pace della scena è interrotta dall’arrivo, in successione, di un’anatra, un gatto, un cane e un tacchino i quali provano in tutti i modi a spingere in acqua la piccola.
“Che non si spostava di un millimetro”

“E quando sembrò che la sua resistenza potesse venir meno, il tacchino cominciò a urlare: al lupo! al lupo!” e tutti si tuffarono nello stagno.

No, non tutti, naturalmente: la paperetta rimase al suo posto”.

— e qui attenzione perchè si insinua una seconda grande lezione sulla visione “dei piccoli” a confronto con quella stereotipata dei grandi —

Tutti urlavano alla paperetta di tuffarsi, per mettersi in salvo, “ma la paperetta non vedeva per niente il lupo: vedeva un animale grosso, brutto e peloso le cui intenzioni, per lei, erano fin troppo evidenti: spingerla in acqua”.

La faccenda pericolosa finisce con un morso al naso del lupo, messo in fuga e un bel tuffo rigenerante della paperetta alla quale, visto che la giornata si era fatta bella, “nulla sembrò più opportuno che farsi un bel bagnetto nello stagno”

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Questo albo, da aggiungere alla collezione sul tema Bambino: un mondo da conoscere,

si apre a tantissime interpretazioni ed utilizzi. A me viene naturale associare la figura della paperetta a quella dei bambini, meravigliose creative. E la banda di animali agli adulti.

Innanzitutto posso dirvi che a mio avviso qui possiamo ben vedere quanto e come spesso le idee degli adulti sul comportamento infantile si trasformino in pressioni e spinte ad “imbuto”:

  • i grandi decidono quando è opportuno che i piccoli agiscano in una o l’altra direzione
  • e non solo lo decidono ma spingono, obbligando.
  • i grandi offrono schemi interpretativi del reale.

Per i miei (appunto) schemi in campo pedagogico ed educativo questi tre punti basterebbero per avviare un lungo, denso, importante corso di formazione sulla capacità/disponibilità degli adulti di permettere e favorire uno sviluppo autonomo del bambino.

[Sviluppo autonomo–> inteso come possibilità del bambino di incontrare proposte che gli permettano di esprimere il proprio potenziale e di colmare le proprie difficoltà e lacune.

Dice la famosissima Montessori: “il compito dell’adulto è quello di sviluppare e accrescere le attività spontanee del bambino, di suscitarne l’entusiasmo e di aiutarlo a liberarsi degli ostacoli che si frappongono sulla strada della sua crescita autonoma

Pikler conferma “il “dono” più grande che il bambino può ricevere dall’’adulto che si prende cura di lui fin dalla primissima età sono uno spazio e un tempo sufficienti per sperimentare le proprie possibilità autonome di apprendimento, in completa armonia con il proprio livello di maturità, con gli interessi e le iniziative di ogni momento

Il concetto di fondo è, a mio avviso, quello del rispetto: del pensiero del bambino, della sua capacità intellettiva e di quella di autoregolazione e conoscenza.

L’’aiuto dell’’adulto alla crescita del bambino si trasforma da una forma di manipolazione, di forgiatura o riempimento, giustificata da una considerazione di incapacità, a una forma di tutela e di supporto ad un delicato e basilare processo di maturazione che il bambino continua a fare dopo la fase di gestazione e la nascita.

E’ quindi importante, sempre, riflettere, su quale sia il ruolo che l’adulto può assumere. Il mio ideale corrisponde ad un educatore attento, creativo, seduto ad osservare, capace, in sede di collettivo di lavoro, di progettare, programmare e mantenere attiva la verifica e il rilancio continui….troppo?

Vorrei anche proporvi di osservare il comportamento della paperetta. Non trovo affatto che la paperetta sia maleducata, ostinata o scanzonata con l’accezione tipicamente negativa che viene data a questi aggettivi (trovati nella descrizione di capitombolo, sul sito di Lapis) . Trovo che la paperetta sia consapevole e determinata nel portare avanti la propria posizione nonostante l’insistenza pressante degli adulti. Oltre a questo amo particolarmente il dettaglio inserito proprio dove uno meno se lo aspetta, che apre uno spaccato ampio e importante sulla visione bambina: “la paperetta non vedeva per niente un lupo: ma un animale…” con determinate sua specifiche caratteristiche. Ecco cosa dovremmo imparare dai piccoli: l’osservazione analitica NON pregiudizievole.

Lascio a voi altri spunti di riflessione, e vi ricordo che testo ed illustrazioni sono ad opera del grande Gek Tessaro.

Una bella lettura ad alta voce di Il fatto è: https://www.youtube.com/watch?v=yQtfx4fXxN0

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Capitombolo è il proseguo naturale e forse più scanzonato del libro precedente.

Una paperetta di poco più grande (o forse così mi piace pensarla) sale su un ramo attivando così la preoccupazione – azione protettiva di tutta la fila di animali che, salendo uno su l’altro, seguono la salita vertiginosa della piccola avventurosa tutt’altro che convinta a scendere. Il finale è esilarante per tutti i lettori: la pila di animali , acchiappata la piccola, precipita rovinosamente a terra senza alcun danno – dice il libro – almeno per la paperetta la quale, per tutta risposta, saltella sulle pance all’aria degli animali…e PUF risale sul ramo.

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Insomma…se Il fatto è non ci fosse bastato a comprendere che le forzature e i consigli da buoni bravi saggi adulti  (se pur nella buona fede di “fare il bene”, con la presunzione di sapere sempre cosa è meglio) proprio sono da evitare…urge trovare altre vie decisamente EDUCATIVE per essere adulti adeguati alla grande creatività e competenza dei più piccoli.

BUONA SCUOLA dunque… 😉

 

IL VIAGGIO: che poi sono tanti, inifiniti e magici…sempre.

Amo questo tema (e i viaggi) da quando la mia prof di letteratura si fissò ad affrontarlo per un progetto triennale…

…la odiarono tutti…io NO.

Moby dick, Operette Morali, Divina Commedia..letti con l’ottica di un rapporto eterno, potente e spesso prepotente con la Natura (con la N maiuscola) intesa come processo naturale ed essere naturale… questo progetto scavò in me il tarlo dell’amore per la letteratura e per il tema.

“Che i nostri viaggi d’esplorazione non abbiano mai fine” Paul Wühr

Ora…per proporre questa area tematica ai bambini direi che possiamo tralasciare Dante, e tenere lì sotto banco la storia di Moby Dick …perchè di albi e modi per viaggiare con i piccolissimi ne abbiamo a disposizione diversi e già pronti ad incontrare gusti e linguaggi adeguati all’età con la quale lavoriamo.

Come sempre…alcune domande:

  • ci siamo posti la domanda di che cosa significa viaggiare per i bambini?
  • in quanti e quali modi si può viaggiare?
  • è possibile viaggiare rimanendo a scuola?

la mia proposta è limitata…sono certa che con i bambini e le bambine saprete fare molto meglio!!

Naturalmente, viste le mie inclinazioni, non potevo che adorare gli albi che ci aprono gli occhi sullo sguardo bambino (il gioco di parole è voluto…chiedo venia…le parole..ahhh che meraviglia!!) e che ci permettono, da adulti, di intuire una concezione del viaggiare del tutto naturale per i bambini: viaggiare con la fantasia.

Viaggiare con la fantasia –> ossia andare dove non si può, dove non esiste, dove fisicamente non si arriva, dove tutto è possibile, …Insomma una di quelle cosine che salvano la vita in tempi e momenti di crisi, che permettono di mantenere una mente aperta ai controfattuali, e ci esercita ad essere abili nel problem solving…vi pare poco?

e allora….partiamo….ai bambini basta poco…un poco che è tantissimo: uno scatolone vuoto, un pennarello magico, un foglio bianco…

a me è bastato sfogliare questo albo per amarlo sedutastante:

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ma, ovviamente…sul tema ce ne sono diversi di rilevanti:

– Immancabile, che, quando lo leggo, mi da sempre la pelle d’oca è Nel paese dei mostri selvaggi. Babalibri.

A caccia dell’orso. Mondadori.

Luna e la camera blu. Babalibri.

Non è una scatola. Kalandraka (cliccate sul titolo per leggerne la recensione)

I fantastici libri volanti di Mr. Morris Lessmore. Rizzoli

Zoo. di Susy Lee …in attesa di ristampa con Corraini

Mirror. di Susy Lee Edizioni Corraini

Ombra. di Susy Lee Edizioni Corraini

 Scoperta. Feltrinelli

Divertenti e irriverenti.

Celeste combinaguai. La Margherita edizioni.

Io sono un artista. Emme edizioni.

Quello che vi sto proponendo…forse lo avrete capito… è di prendere in considerazione che i bambini hanno un nucleo creativo interno così ampio, complesso e magico che, quando progettate, quando elaborate proposte laboratoriali, non potete non tenerne conto o pecchereste di sottovalutazione nei confronti di quelle meravigliose creature con le quali avete l’onore di lavorare.

Naturalmente ci sono viaggi più o meno fantastici, più o meno “dentro o fuori” (e i fuori sono sempre anche dentro mi raccomando!!), ci sono viaggi sotto o sopra, verso il micro o verso il macro, per terra, mare, monti o cielo…insomma sbizzarritevi.

Io qui vi faccio solo una carellata di alcuni spunti che riguardano per lo più i viaggi che dall’interno partono per mondi interiori proiettati..grazie all’uso della fantasia e dell’immaginazione creativa dove un oggetto di uso comune si trasforma, prende vita, si apre a mondi nuovi, diversi, ampli…fuori dalle porte della stanza dove ci si trova (che è il potenziale che ogni buon libro ha a mio avviso)

“M’abbandono all’adorabile viaggio: leggere, vivere dove guidano le parole” Paul Valéry

In alcuni di questi albi (che proverò a recensire uno ad uno con i miei soliti tempi biblici – quindi tornate a visitare quest’area e a cliccare sui futuri titoli linkati ;-)) ci sono “strumenti stimolo”: un colore come nel caso di Viaggio, una porta, uno specchio…in altri l’autore non si preoccupa di porre tra il lettore, il protagonista e il mondo fantastico qualcosa di fisicamente rintracciabile…ci lascia liberi di entrare a capofitto nelle pagine e nelle illustrazioni (che sono già mediatori..)…

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Quale che sia il vostro modo di accedere alla fantasia e ai mondi che ne scaturiscono…non tentate di influenzare i bambini indirizzandoli su quella via..ognuno ha il suo modo di aprire la porta della mente”, per cui la mia idea è…offrite, come l’autore, strumenti stimolo, o anche semplicemente letture, come queste, di qualità.

Il resto lo faranno loro.

per i viaggi nel mondo naturale…vi ho già ampiamente scritto qui

Quello che a me piace fare è lasciare delle tracce spunto ai bambini poi sedermi con carta penna e macchina fotografica ad osservarli…se volete trattare il tema del viaggio…credo dobbiate, voi in primis, avere il coraggio professionale di lasciarvi condurre da loro…i bambini e le bambine che stanno conducendo parte del loro percorso di vita con voi, nella scuola dove lavorate insieme, in quel preciso momento storico-culturale, con quelle risorse, potenzialità, difficoltà e famiglie.

NB = tracce –> per me possono essere: offrire ai bambini materiali “poveri” destrutturati e naturali, far trovare loro uno scatolone pieno e /o vuoto (e se pieno…di cosa?), fare un’uscita, donare loro un cesto con alcuni oggetti chiave (lente di ingrandimento, macchine fotografiche, foto….mettetici fantasia….), presentare loro una storia, fare un lavoro allo specchio….abbinare queste ed altre idee… 😉

BUON LAVORO!!

E perdonate la mia prolissa energia…scrivetemi se pensate abbia tralsciato qualcosa o se, semplicemente, avete idee, domande, critiche!!

Grazie.