Con la voce: LO SGUARDO

Nel percorso di vita dei nostri piccoli nascituri , abbiamo detto, abbiamo la possibilità di mettere la nostra voce a supporto del loro percorso di costituzione identitaria, che parte, naturalmente, dai confini del corpo, ancor prima e come fondamento, dei confini del sè.

Qui l’articolo sulla voce: La vostra voce: amarsi prima di vedersi 

Ora, dopo aver invitato alla vita il piccolo, grazie la vostra voce che farà, per lui, da filo conduttore profondo e inconscio, per tutta la vita..possiamo dire che a questa vostra competenza e abilità genitoriale si aggiunge la forza propulsiva e super stratificata dello SGUARDO.

Lo sguardo definisce:

  • delinea i confini del corpo
  • raccoglie gli ideali impliciti di chi osserva
  • offre sicurezza affettiva (o no) al bambino che si sente così sicuro di mettere distanza ed esplorare in sicurezza l’ambiente circostante.
  • permette la sintonizzazione affettiva (Stern)

Lo sguardo dell’adulto che guarda il bambino raccoglie, dunque, tutto il carico emotivo e immaginifico dell’adulto ma necessita anche di farsi spazio per diventare specchio del bambino stesso, modulando e controllando la quantità di “re-invii” che facciamo. E’ certamente importante che l’adulto guardi il bambino credendo in lui e nel suo futuro, raccogliendo anche dentro di sè tutte le aspettative e le speranze che nutre per e su di lui MA non deve dimenticare primariamente di far spazio al bambino reale che ha davanti e lasciare che nasca, cresca e si formi nella sua inclinazione identitaria…come? Facendo anche un lavoro importante su di sè.

 

Insieme allo sguardo ci sono, ovviamente, anche le parole che sono un passo ancora ulteriore, diverse dalla voce, diverse dallo sguardo: i primi due definenti ma indefiniti nella loro struttura fisiologica, le parole, invece, confinanti e confinate. Ma ne parleremo…

 

Vi suggerisco alcuni albi dei quali magari ho già parlato ed altri, nuovi, in cui questo sguardo ha esattamente il senso che vi ho descritto qui sopra.

Nino: al bambino che siamo.  

Bambino: un mondo da conoscere

Non è una scatola

Il fatto è – Capitombolo

Chiedimi cosa mi piace 

Vi cito anche Grande gatto Piccolo gatto edito Minibombo –> Grande Gatto Piccolo Gatto

 

Vorrei riferirmi un attimo al processo di separazione individuazione di Mhaler e al concetto di sintonizzazione affettiva il cui maggior rappresentante è Stern ma che, con nomi diversi, concetti simili, percorre tutta la psicoanalisi..

Vorrei provaste un attimo a seguirmi in questa immagine…

Pensate ad una stanza di nido, (o al vostro salotto di casa) e immaginate l’adulto educatore attento seduto a terra. L’atteggiamento interiore di questo professionista dell’educazione (se siete genitori siete esenti dalle mie feroci critiche…voi siete maggiormente coinvolti!! Amate i vostri figli con tutti voi stessi…e sarete perfetti. Gli educatori, invece, hanno il dovere di porsi come proposte educanti in grado di discernere dentro di sè le parti personali da quelle professionali. Sono figure formate, preparate alle quali richiedo tanto! Tanta attenzione, tanta preparazione e lavoro su di sè!)

dicevo…l’atteggiamento…chi si occupa di educazione ha l’arduo compito di porsi come proposta- modello propulsivo e positivo: dico questo perchè incontriamo tutti i giorni bambini e bambine, ragazzi e ragazze, che provengono da famiglie difficili, complesse, frastagliate e frantumate….i cosiddetti (termine che ODIO) “casi difficili”, ossia tutta quella fetta di infanzia che non ha famiglie “sufficientemente buone” (detto nel senso di Winnicott sia chiaro), che ha una vita frantumata che ha bisogno di qualcuno, in un contesto sano, che si proponga come modello, come specchio che rimandi possibilità positive e non – vi prego e NON – etichette preformanti.

Questo l’atteggiamento che – scusatemi – pretendo da voi educatori…lavorate le vostre difficoltà, i vostri preconcetti…fate formazione, studiate, parlatene con adulti competenti…ma quando vi sedete a terra a guardare i bambini per i quali lavorate ponetevi con quell’atteggiamento interno che si fa spazio al loro potenziale, a quello che ancora nemmeno loro vedono. E’ importante che crediate in loro, in ognuno di loro. e questo è solo il primo passo ma è grandissimo.

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Cosa accade in questo albo?

Questo adulto – supponiamo sia il babbo – lascia alla bambina lo spazio di azione necessario, ancor prima di analizzare le parole…possiamo guardare la prossemica, lo spazio, il modo di porsi…che ci dice molto su “Che cos’è un bambino” per questo adulto.

Lo sguardo è sempre con… accompagna. Non è mai un’azione su, sopra.

E’ lo sguardo che si sintonizza affettivamente con il potenziale della bambina la quale, sintonizzata a sua volta, ne coglie la fiducia e si sente libera di esplorare.

 

Torniamo all’immagine che, tergiversando vi proponevo…l’educatore seduto a terra in una tranquilla mattina novembrina in una sezione di nido. Gli inserimenti sono finiti…la fiducia di base con i genitori e i bambini si è impiantata e va ora costituita, affermata…

l’educatore seduto con questo spazio interno, aperto a sorprendersi, guarda i bambini muoversi nella stanza…ad alcuni serve tempo per sentirsi sicuri e allontanarsi un pò, altri sono già sicuri ma tutti, tutti, uno ad uno, hanno bisogno che l’educatore sia esattamente lì con quell’atteggiamento interiore a credere in loro…

Quella sicurezza permette ai bambini di mettere le basi per la propria autonomia. Mahler ci descrive questo percorso interno di fiducia in modo magistrale. Autori poi come Bowlby, Spitz, Winnicott e Bion completano il quadro raccontandci come la capacità dell’adulto di credere e sostenere il potenziale interno del bambino permette a questo potenziale di emergere e al bambino di individuarsi (di farsi persona).

Il babbo di “Chiedimi cosa mi piace” sia nei fatti che nelle parole non si sostituisce mai alla bambina, anzi, il suo modo operativo è simile a quanto descritto nell’immagine che vi ho proposto: un passo indietro, in attenta osservazione accogliente di curiosità e bisogni della bambina, favorente l’esplorazione e la scoperta.

Fiducia la parola chiave: in se stessi come educatori sostenenti e nei bambini persone autonome e ricche.

La grande quantità di albi che ci vengono proposti, negli ultimi anni, con questo “intendere l’atteggiamento adulto” e “l’essere bambino” sono tantissimi: penso anche solo ai libri interattivi di Tullet Hervé, ultimo arrivato “Un libro che fa dei suoni” l’evoluzione 2017, impossibile non cantarla e suonarla,  di Un libro.

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Sono albi che danno al bambino la percezione di competenza che vogliamo trasmettergli,

albi che gli narrano che crediamo in lui e nel suo “saper e poter fare”, senza lezioncine preconfezionate o didattiche..

Penso a Apri bene gli occhi, a tutta la produzione di il Castoro con Reginald e Tina e a tutti gli albi che in questo blog trovate qua e là citati. Nessuno escluso (vi pare che citerei qualcosa che non includa quest’ottica?! 😉

Diffidate dagli albi didattici, pronti all’uso, che trattano la manutenzione dei bambini (come togliere ciucci, pannolini…), e che ingabbiano il bambino in una visione di sè ubbidiente, statica e sottomessa. Fateci caso…

Non solo alle parole…ma anche e soprattutto allo sguardo.

Lo sguardo, lo avrete capito, deve aprire possibilità mai chiuderle, deve tenere dentro  il possibile, lo spazio transizionale dell’altro e farlo con una fiducia incondizionata.

Va oltre il guardare, è un osservare ed osservarsi, è denso di emozioni ma anche controllato e modulato, è un dialogo di fiducia ancor prima delle parole.

Siate l’educatore ideale di voi stessi…e per qualcuno –>  Un pentolino, un bambino e l’educazione ideale.

 

NB= l’immagine in evidenza è presa da Mamme ed. Rizzoli.

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IL VIAGGIO: che poi sono tanti, inifiniti e magici…sempre.

Amo questo tema (e i viaggi) da quando la mia prof di letteratura si fissò ad affrontarlo per un progetto triennale…

…la odiarono tutti…io NO.

Moby dick, Operette Morali, Divina Commedia..letti con l’ottica di un rapporto eterno, potente e spesso prepotente con la Natura (con la N maiuscola) intesa come processo naturale ed essere naturale… questo progetto scavò in me il tarlo dell’amore per la letteratura e per il tema.

“Che i nostri viaggi d’esplorazione non abbiano mai fine” Paul Wühr

Ora…per proporre questa area tematica ai bambini direi che possiamo tralasciare Dante, e tenere lì sotto banco la storia di Moby Dick …perchè di albi e modi per viaggiare con i piccolissimi ne abbiamo a disposizione diversi e già pronti ad incontrare gusti e linguaggi adeguati all’età con la quale lavoriamo.

Come sempre…alcune domande:

  • ci siamo posti la domanda di che cosa significa viaggiare per i bambini?
  • in quanti e quali modi si può viaggiare?
  • è possibile viaggiare rimanendo a scuola?

la mia proposta è limitata…sono certa che con i bambini e le bambine saprete fare molto meglio!!

Naturalmente, viste le mie inclinazioni, non potevo che adorare gli albi che ci aprono gli occhi sullo sguardo bambino (il gioco di parole è voluto…chiedo venia…le parole..ahhh che meraviglia!!) e che ci permettono, da adulti, di intuire una concezione del viaggiare del tutto naturale per i bambini: viaggiare con la fantasia.

Viaggiare con la fantasia –> ossia andare dove non si può, dove non esiste, dove fisicamente non si arriva, dove tutto è possibile, …Insomma una di quelle cosine che salvano la vita in tempi e momenti di crisi, che permettono di mantenere una mente aperta ai controfattuali, e ci esercita ad essere abili nel problem solving…vi pare poco?

e allora….partiamo….ai bambini basta poco…un poco che è tantissimo: uno scatolone vuoto, un pennarello magico, un foglio bianco…

a me è bastato sfogliare questo albo per amarlo sedutastante:

viaggio

ma, ovviamente…sul tema ce ne sono diversi di rilevanti:

– Immancabile, che, quando lo leggo, mi da sempre la pelle d’oca è Nel paese dei mostri selvaggi. Babalibri.

A caccia dell’orso. Mondadori.

Luna e la camera blu. Babalibri.

Non è una scatola. Kalandraka (cliccate sul titolo per leggerne la recensione)

I fantastici libri volanti di Mr. Morris Lessmore. Rizzoli

Zoo. di Susy Lee …in attesa di ristampa con Corraini

Mirror. di Susy Lee Edizioni Corraini

Ombra. di Susy Lee Edizioni Corraini

 Scoperta. Feltrinelli

Divertenti e irriverenti.

Celeste combinaguai. La Margherita edizioni.

Io sono un artista. Emme edizioni.

Quello che vi sto proponendo…forse lo avrete capito… è di prendere in considerazione che i bambini hanno un nucleo creativo interno così ampio, complesso e magico che, quando progettate, quando elaborate proposte laboratoriali, non potete non tenerne conto o pecchereste di sottovalutazione nei confronti di quelle meravigliose creature con le quali avete l’onore di lavorare.

Naturalmente ci sono viaggi più o meno fantastici, più o meno “dentro o fuori” (e i fuori sono sempre anche dentro mi raccomando!!), ci sono viaggi sotto o sopra, verso il micro o verso il macro, per terra, mare, monti o cielo…insomma sbizzarritevi.

Io qui vi faccio solo una carellata di alcuni spunti che riguardano per lo più i viaggi che dall’interno partono per mondi interiori proiettati..grazie all’uso della fantasia e dell’immaginazione creativa dove un oggetto di uso comune si trasforma, prende vita, si apre a mondi nuovi, diversi, ampli…fuori dalle porte della stanza dove ci si trova (che è il potenziale che ogni buon libro ha a mio avviso)

“M’abbandono all’adorabile viaggio: leggere, vivere dove guidano le parole” Paul Valéry

In alcuni di questi albi (che proverò a recensire uno ad uno con i miei soliti tempi biblici – quindi tornate a visitare quest’area e a cliccare sui futuri titoli linkati ;-)) ci sono “strumenti stimolo”: un colore come nel caso di Viaggio, una porta, uno specchio…in altri l’autore non si preoccupa di porre tra il lettore, il protagonista e il mondo fantastico qualcosa di fisicamente rintracciabile…ci lascia liberi di entrare a capofitto nelle pagine e nelle illustrazioni (che sono già mediatori..)…

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Quale che sia il vostro modo di accedere alla fantasia e ai mondi che ne scaturiscono…non tentate di influenzare i bambini indirizzandoli su quella via..ognuno ha il suo modo di aprire la porta della mente”, per cui la mia idea è…offrite, come l’autore, strumenti stimolo, o anche semplicemente letture, come queste, di qualità.

Il resto lo faranno loro.

per i viaggi nel mondo naturale…vi ho già ampiamente scritto qui

Quello che a me piace fare è lasciare delle tracce spunto ai bambini poi sedermi con carta penna e macchina fotografica ad osservarli…se volete trattare il tema del viaggio…credo dobbiate, voi in primis, avere il coraggio professionale di lasciarvi condurre da loro…i bambini e le bambine che stanno conducendo parte del loro percorso di vita con voi, nella scuola dove lavorate insieme, in quel preciso momento storico-culturale, con quelle risorse, potenzialità, difficoltà e famiglie.

NB = tracce –> per me possono essere: offrire ai bambini materiali “poveri” destrutturati e naturali, far trovare loro uno scatolone pieno e /o vuoto (e se pieno…di cosa?), fare un’uscita, donare loro un cesto con alcuni oggetti chiave (lente di ingrandimento, macchine fotografiche, foto….mettetici fantasia….), presentare loro una storia, fare un lavoro allo specchio….abbinare queste ed altre idee… 😉

BUON LAVORO!!

E perdonate la mia prolissa energia…scrivetemi se pensate abbia tralsciato qualcosa o se, semplicemente, avete idee, domande, critiche!!

Grazie.