Trucas: un mostro d’arte…e non solo!

Risultati immagini per trucas logos edizioniAppena ho visto fare capolino, dalla copertina, questo buffo mostro verde, dalle lunghe orecchie e gli occhioni sgranati…ho desiderato averlo sul mio comodino (il mostro si!!), poi mi son detta che va bene acquistare albi d’impulso per innamoramento compulsivo da mostri ma che, a casa, di mostriciattola ne ho una anche io ed esigo che i libri che arrivano alla sua lettura siano assolutamenti “ottimi” (per le mie competenze valutative ovviamente)…
Così ho sfogliato questo meraviglioso ed esilarante silent book che, son certa, sarà davvero divertente leggere ad alta voce con bambini e bambine!

La narrazione inizia subito, e forse non si ha il tempo di capirlo se non si sfoglia accuratamente almeno un paio di volte tutto l’albo (io sono arrivata a dar senso e filo alla storia al quarto giro di boa….sarà anche per la simpatia che mi muove l’esserino verde e il sorriso che mi strappa ogni volta che lo fisso in copertina!!)

I silent in fondo sono così…densi e ricchi di dettagli che necessitano un attento studio ( almeno questo quello che penso dovrebbero fare gli adulti prima di proporre una lettura ai bambini)
Trucas sta dipingendo con i suoi tubetti di tempera, il suo capolavoro ci appare nella sua bellezza fin dal retro copertina e, ancora, sfogliando la prima pagina…
ma fino a che non arriviamo a quella che solitamente è la pagina di inizio narrazione…non ce ne accorgiamo…
Un indice indica rimproverante il piccolo imbrattato…e se ci domandiamo il perchè è in quel momento che intuiamo di dover andare a ritroso con le pagine, prima del titolo, per capire..
e così piano piano troviamo un filo conduttore…
Qualcuno, di grande, fa notare a Trucas il suo “stato colorato” e, pare non esserne del tutto contento, così lo solleva e ripone in una tinozza d’acqua:
 Il nostro affezionatissimo piccolo mostro però non ne è entusiasta ed anzi, umidiccio e imbronciato, si mette alla ricerca di qualcosa….la sua natura creativa ha bisogno di forme espressive…
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ciò che capita, come nelle migliori storie esilaranti, è un piccolo innocuo (si fa per dire!) inciampo…Trucas trova quella che ha tutta l’aria di essere una matita….
peccato però…non lo sia affatto.

trucas 4

Le conseguenze sono quasi scontate….
trucas 5…se non che accade l’inaspettato, ciò che da una svolta  ricca di stupore alla storia…
Trucas scopre che questo spiacevole evento gli offre possibilità espressive nuove, mai sperimentate prima…l’espressione del suo volto cambia, si illumina di sorpresa e allo stesso tempo di “insight” creativo…ed ecco…il capolavoro!!
( arrivate fino all’ultima ultimissima pagina!)
Riflessioni: quello che ho subito pensato è  “wow finalmente qualcuno che ci dice che anche dagli eventi spiacevoli possiamo trarre qualcosa di creativo che ci serve per comprenderci meglio ed esprimere quello che siamo!”
Ho pensato poi a quanto è importante offrire ai bambini luoghi, spazi e materiali adeguati affinchè possano esprimere i loro bisogni, desideri, inclinazioni..senza dover poi ritrattare le carte e intervenire da adulti repressori.
Quanto sia anche importante evitare schematismi, rigidismi, schede compressive…e prevedere spazi (fisici e psicologici) ampi e flessibili che possano adattarsi all’esigenza dei bambini di spaziare, ma anche rimpicciolire, di aprire ma anche di chiudere e trovare confine…
Lo so, non è facile farsi guidare da loro…dar limite ma permettere spazi,
osservarli in silenzio e al contempo avere un milione di idee per offrire loro di più, di meglio…
di cosa hanno davvero bisogno i bambini?
Secondo me la risposta è “di fiducia”
e la intendo così, cercando di schematizzarla in frasi che mentalmente potremmo dire ai bambini:
– “Sono certo che sai fare quello che senti e desideri, che puoi esprimerlo e io mi siedo qui, se hai bisogno ci sono, ma fai da solo…”
– “Sono certo che nonostante le difficoltà riuscirai nell’intento, io sono qui, vicino a te, posso aiutarti, pensare a come modificare lo spazio, a quali materiali posso metterti a disposizione…tu aiutami”
– “Ho fiducia in te quanto in me, attraverseremo gli inciampi insieme: gli educatori, la tua famiglia, gli specialisti e tu al centro dei nostri passi”
– “Come adulto soni certo che il massimo della mia competenza e professionalità si realizza quando ho osservato a lungo e con occhio attento quello che sei nel contesto in cui siamo, ne ho ragionato con i colleghi e riflettuto su come migliorare”
…e così via….Fiducia in loro, nel nostro ruolo di regia, nel potere di un’educazione che favorisca l’espressione di bisogni e desideri senza reprimerli, inquadrarli o addirittura incanalarli.
Io tifo per Trucas e voi?

Parola di bambini! 

Grazie al bellissimo lavoro che ho modo di fare vengo continuamente a contatto con i bambini e le bambine della fascia 0-6 anni. 

La loro saggezza insegna sempre a tutti…quest’area è dedicata alle conversazioni, gli spunti, le idee che vengono direttamente dalla loro voce! 

Scuola dell’infanzia, insegnante “non correre nel corridioio!!!!!!”
M, 5 anni, femmina “ma maestra allora perchè si chiama CORRI- doio?”

Oggi a scuola da mia figlia è arrivato I. un bimbo giunto in città grazie ai corridoi umanitari. La maestra ha detto il suo nome, che viene da lontano e che è un nuovo compagno da sostenere e aiutare (aveva bisogno di quaderni, colori e sorrisi). Mia figlia riassume perplessa “ha un bel sorriso, non sa stare molto seduto ma imparerà mamma, solo che…viene da lontano secondo me arriverà sempre in ritardo a scuola” 

“Io oggi divento più grande” 

“Ah! È il tuo compleanno?” 

Mi guarda con tono tra lo stupito e il rimproverante “no! Non lo sai che i bambini diventano grandi ogni giorno?” 

R. 4 anni, maschio. 
Un genio educante tipico dei bambini. 

#ehgià #sapevatelo #bambini #geni #tuttodaimparare

4 anni, femmina, seria. Entro a scuola e mi dice “ciao, sei una maestra?”

“Un’aiutante” (mi squadra come se sapesse che non è esattamente quello che sono)

“Io non abito qui ma il mio babbo lavora qui” 

“E quindi ti porta lui a scuola il mattino?”

“Si. E poi mi viene a prendere e torniamo a casa dove c è anche la mamma” 

3 anni femmina, frizzante “è llllloggico! Tutte le mamme abitano con i babbi” 

5 anni maschio, alzando la testa deciso “no” 

La treenne convinta ribadisce il concetto “si eccome!”

Lui “No. (Fermo, deciso…triste?) alcuni babbi se ne devono proprio andare ad abitare in altre case” 
Silenzio. (Mi pongo mille domande…se dire e cosa) 
Interviene lei, una quattreenne rimasta silente fino a questo momento, la voce autorevole che tutti aspettavamo “non importa dove abitano se ti amano” 
Bhe ragazzi….lavorare con i bambini è questo. E molto molto di più. 
#vocigrandideipiccoli

Mondo naturale: progetto esempio

Scegliete una sottocategoria. Fatevi guidare dai bambini, dai loro interessi, dalle vostre conoscenze, aggiornatevi, studiate, siate curiosi.

A me, per esempio, ha sempre colpito questo libro fotografico edito L’Ippocampocorteccequindi non ho ragionato sulla sottocategoria, lì per lì, non ho programmato mi sono solo fatta guidare da un mio interesse (e pensate che voi di persone interessate davanti ne avete almeno altre…quante? 7…25…150 ?)

…lo so che “Cortecce” ha poco a che fare con i tipici progetti educativi da nido o infanzia, ma provate a pensare…

_ dotiamo i bambini di lente di ingrandimento, sacchettino per raccogliere, matite colorate, cerette, fogli.

_dotiamoci di macchina fotografica

_ usciamo.

Il nostro progetto educativo può vertere sull’inserimento di materiale ligneo all’interno della scuola in sostituzione e/o aggiunta ai materiali già presenti ma ha, ovviamente, anche tanti altri obiettivi:

  • sviluppo delle capacità osservative
  • sviluppo della motricità fine
  • sviluppo del senso civico (l’impatto ambientale del disboscamento, l’importanza del riciclo –> vedi Il Tagliaboschi )
  • appronfondimento “scientifico” dell’evoluzione del materiale naturale (il legno è un materiale di notevole consistenza che continua a vivere anche dopo il taglio; infatti si gonfia con l’umidità e il calore, si ritira in inverno producendo crepe, si brucia e si può trasformare…)
  • sviluppo del “mapping” (collocamento geografico dei vari tipi di alberi in funzione dei luoghi riproduttivi più idonei)

Partendo da questo libro e dall’idea che il mondo fuori, intorno e dentro la scuola è prezioso si possono fare delle considerazioni iniziali:

  • la corteccia di ogni albero e anche dello stesso albero, in punti diversi, è differente: cambia forme, consistenze e colori.
  • il legno si presta a tantissimi usi all’interno della scuola.

Entrare nel mondo del legno permette, dunque, di esplorare tanti campi di interesse:

– la storia (l’evoluzione dell’utilizzo del legno, il ciclo della produzione del legno);

– le scienze ( la struttura dell’albero);

– la geografia ( l’ambiente idoneo per la crescita delle piante);

– l’educazione civica (l’impatto ambientale del disboscamento, l’importanza del riciclo);

– l’arte ( l’utilizzo del materiale naturale nell’arte e per produrre arte).

[Tengo a dire, facendo così le mie solite parentesi quadre, che queste informazioni servono agli adulti educatori per comunicare il senso del progetto e la sua importanza pedagogica ai “non addetti ai lavori” come per esempio alle famiglie. Mi sembra assolutamente superfluo dirvi che al nido non ci metteremo mai a raccontare “la storia” di come è stato utilizzato il legno…..ma possiamo raccontare e sperimentare, per esempio, da dove nasce l’albero…(odio dirvelo ma esiste una canzoncina non poco famosa che fa al caso nostro) offrendo così ai bambini anche tanti altri spunti fotografici e attraverso albi illustrati. Possiamo anche sequenziare noi la storia dei diversi passaggi dell’uso del legno, per esempio in un cartellone a tasche che preveda, all’interno di ogni tasca, il materiale rappresentato (per esempio la ruota)…sbizzaritevi insomma…]

Come potete verificare da soli lavorando con i bambini…anche una sottocategoria così ristretta vi riporta ad un immane lavoro (volendo) su tantissimi ambiti. Collegandovi infatti all’arte, alla geografia, al senso civico (io non sono affatto fissata nè con le schede nè con le discipline…categorizzo per ridurre il discorso e farmi capire) …vi allacciate in modo del tutto naturale non solo alle altre categorie da me esemplificate in “Esploratori del mondo” ma anche a tanti altri campi.

Sulla “Trasformazione dei materiali” sarebbe possibile fare anche tutto un lavoro sulla carta con visita guidata, per esempio, alla fabbrica di produzione e a quella di riciclo. (e non pensate sempre che i bambini siano TROPPO piccoli per fare esperienze così, la loro meraviglia sarà prova tangibile del grande lavoro che, insieme a loro, state facendo). Mi viene anche in mente che potete poi lavorare con la carta pesta alla costruzione di oggetti, accompagnarli in qualche laboratorio di lavorazione di questo tipo…ecc…

Certo è che…il lavoro va ben PROGETTATO. Poche cose ben fatte, lineari, e creative certo ma senza spaesamenti. Se sapete dove volete arrivare e come saprete anche trovare modalità creative all’interno di un percorso comunque definito [non come me che tergiverso sempre e vi confondo]

Urge dunque una scaletta (potete riprendere il modello proposto qui) con:

  • obiettivi e micro obiettivi per età omogenee
  • materiali
  • proposte laboratoriali per età omogenee
  • proposte uscite esperenziali
  • modalità

Tenete conto che il tema scelto si deve respirare in ogni vostra azione ed intervento all’interno della scuola: dalla festa (se la fate) al tipo di documentazione, al bigliettino che utilizzate per invitare i genitori alla riunione (per esempio un cerchietto di legno con un foro, un piccolo nastrino di raffia color naturale e il bigliettino appeso con luogo ed ora)…è interessante globalizzare l’idea progettuale non per rendere tutto banale, noioso e monotematico ma per coinvolgere quanto più possibile tutti nel senso profondo del lavoro quotidiano che stiamo facendo.

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Idee laboratoriali che rispondano alle aree di sviluppo e competenza:

0-6 –> manipolazione del materiale naturale, osservazione, costruzione libera, “frottage”, costruzione di “inventari” personalizzati, riproduzione grafica di vario tipo con diversi materiali, seriazione per caratteristiche, ascolto di letture ad alta voce, riconoscimento di sequenze di eventi, esperienze in esterna, narrazione…

6 anni  (oltre al resto)–> seriazione e comparazione dei materiali tra loro per differenti caratteristiche (tipologia al tatto, alla vista, all’olfatto…ecc…), disegno dal vivo, fotografia, mappature, creare plastici…. alcuni altri suggerimenti  home made qui

Per le attività di pregrafismo e precalcolo io prendo sempre spunto da attività di munariana memoria o montessoriana ispirazione…questo perchè ODIO le schede e AMO assecondare le naturali inclinazioni dei bambini studiando come amplificarle, farle “esplodere” ossia come e-ducerle e spronarne di nuove.

 

Suggerimenti di lettura:

 

Tutti gli inventari illustrati editi l’ippocampo (dei fiori, degli alberi, degli animali, degli insetti….)

Andiamo fuori a giocare?, Il castoro.

Arte e natura, Rivista Dada, Artebambini.

Concerto per alberi, Terre di mezzo.

Disegnare un albero, Munari, ed. Corraini.

Facciamo i colori. Ricette e idee per dipingere e giocare con la natura, ed. Terre di mezzo.

Fuori. Suggestioni nell’incontro tra educazione e natura, edizioni Francoangeli.

Giardinieri in erba, ed. Editoriale scienza.

I colori della natura, ed L’ippocampo.

Il piccolo bruco maisazio pop up, ed Mondadori.

L’albero, Iela Mari, ed. Babalibri.

L’onda, ed. Corraini.

Mare, ed. Rizzoli.

Montagna, ed Rizzoli.

Nella foresta del bradipo,

Raccontare gli alberi, ed Rizzoli.

Respira piccolo albero… respira, ed. Gruppo Abele.

Saremo alberi,ed. Artebambini.

Soffio di vento, ed. Federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi.

Uffa quanto manca, Il castoro.

 

In una parola (forse qualcuna in più)….USCIAMO in giardino, dagli schematismi, nel mondo.

 

Esploratori del mondo

Cosa c’è di meglio, per educare i bambini al senso civico, al contatto con la natura, alla partecipazione sociale, al “sentirsi parte”, se non il portarli fuori, aprire le porte della scuola, e permttere loro di mappare e vivere il territorio nel quale risiedono?

Ci sono, ovviamente, milioni di modi per farlo. Milioni di approcci…e oserei dirvi che potete intitolare così un progetto pluriennale ed ogni volta focalizzarvi su un aspetto.

Cerco di spiegarmi meglio ed andare nell’ordine mentre le idee nella testa si affollano e si organizzano in diagrammi di flusso complessi tutti collegati tra loro…

Inizio con delle domande:

Cosa significa per il collettivo “essere esploratori del mondo”? Di quale mondo?

Quali obiettivi pedagogici ha il progetto? Siamo in grado di condividerli, sostenerli, portarli avanti con le famiglie?

La scuola ha un giardino? Lo intendete come laboratorio oppure, come lo chiamo io, come triste “area sgombero bambini”?

La vostra scuola dove è fisicamente collocata? Cosa c’è intorno? Siete inseriti in un quartiere? Il quartiere che servizi ha?

La vostra scuola è collegata con i servizi offerti all’infanzia in città? (biblioteche, musei, spazi verdi, luoghi di interesse artistico, monumenti…) e no, come potete fare in modo che lo diventi (a chi rivolgersi, cosa chiedere…)

Ci sono luoghi leggermente decentrati utilizzabili, esplorabili con i bambini? (aree verdi, zone archeologiche, boschi, zone naturalistiche protette, spiagge…)

Iniziamo:

Per prima cosa consideriamo che per essere in grado di assimilare e far proprie le esperienze di esplorazione bisogna anche, parallelemente, crescere in competenza emotiva. Quindi è fondamentale che un educatore NON dimentichi mai che, qualunque sia il tema scelto, ci si muove sempre su almeno due mondi esplorativi: quello interno del bambino che fa esperienza (emotivo, cognitivo, personologico..) e quello esterno. Questo perchè va SEMPRE tenuto in prezioso conto lo stato emotivo dei bambini con i quali lavoriamo, collaboriamo, facciamo esperienze;  va chiesto loro di raccontarsi, di esprimersi come possono, a seconda dell’età e delle competenze, e vanno accompagnati a trovare strumenti comunicativi per tradurre in pensiero astratto ed in parole quanto esperito con il corpo. Il fare esperienza, infatti, sarebbe puro corpo se non ci fosse il passaggio alla mente (e qui la psicologia dell’infanzia e la pedagogia moderna possono dirvi molto).

Mondi possibili, alcune idee:

  • Mondo emotivo (sempre!)
  • Mondo naturale. (qui) Declinabile in tanti modi (dall’orto al mare, dai colori della natura ai cambiamenti naturali, dalla trasformazione del bruco alla trasformazione degli elementi…insomma sbizzarritevi!)
  • “Progetto Mapping”: che permette la mappatura della città e dei suoi luoghi di interesse, vissuti a misura di bambini (biblioteche, musei, vie e viuzze con visita guidata, aree archeologiche, pinacoteche, case di artisti…….)
  • Mondo artistico. Per restringere ancora e diversificare…(si parte dalle opere artistiche di maggior interesse in città poi si passa al disegno dal vivo compiuto dai bambini per esempio, alla lavorazione di materiali come creta, legno ecc…magari proprio in case d’artista, con produzione di opere scultoree, pittoriche, artistiche personali dei bambini..)
  • Mondi possibili: che si collega, per esempio, con progetti come quelli della Città dei bambini e delle bambine e/o della filosofia per bambini. Che nella mia città hanno un particolare fiorire e rifiorire (  Libro; Il consiglio dei bambini ;     Fanoperbambini.it; Filosofiacoibambini ..)

 

Queste sono solo alcune idee…che ho messo in crescendo secondo la mia idea di complessità nella realizzazione e nella sperimentazione pratica.

Per ognuna di queste macro-aree ci sono tante possibili declinazioni in sottocategorie più piccole e comunque, sempre, significative. Dipende molto dalle vostre competenze progettuali e dal tipo di funzionamento del collettivo scegliere che tipo di tema affrontare. Paradossalmente si potrebbe lavorare un intero anno “solo” sull’inserimento di elementi naturali all’interno della scuola in sostituzione ai materiali precedentemente presenti (via la plastica avanti il legno!! per es.. 😉 ). Non sarebbe comunque un lavoro da poco sapete?

Mi piacerebbe lasciarvi una bibliografia con alcuni spunti e semmai mettere un paio di esempi progettuali per chi ne ha proprio proprio bisogno.

Riferimenti bibliografici:

Libri comuni:

COME DIVENTARE UN ESPLORATORE DEL MONDO di K. Smith, ed. Corraini.

KUBBE FA UN MUSEO di Johnsen Kanstad e V. Ponciroli, ed. Mondadori Electa.

LIBRI FOTOGRAFICI (es: ed L’Ippocampo)

IL PUNTO Ape Junior

Mondo emotivo:

L’ALFABETO DEI SENTIMENTI di Janna Carioli, Sonia M. L. Possentini, ed. Fatatrac.

CHE COS’è UN BAMBINO (cliccate per legegre l’articolo correlato)

EMOZIONI di Van Hout Mies, ed. A.L.

A CHE PENSI? di Laurent Moreau, ed Orecchio Acerbo.

I COLORI DELLE EMOZIONI. Pop up. Di Anna Llenas, ed. Gribaudo.

Un classico un pò maltrattato: CHE RABBIA! di Mireille D’Allancè, ed. Babalibri

SONO IO IL PIù FORTE di Mario Ramos, ed. Babalibri.

Mondo naturale: (cliccate sul titolo per i dettagli)

Tutti gli INVENTARI ILLUSTRATI editi L’Ippocampo (dei fiori, degli alberi, degli animali, degli insetti….)

I COLORI DELLA NATURA di Jean-Baptiste de Panafieu , G. Guerzoni, ed L’Ippocampo.

IL PICCOLO BRUCO MAISAZIO POP UP di Eric Carle, ed Mondadori.

RACCONTARE GLI ALBERI di P. Valentinis, M. Evangelista, ed Rizzoli.

NELLA FORESTA DEL BRADIPO di Anouck Boisrobert, Louis Rigaud, Sophie Strady

MONTAGNA di A. Conforti, Rizzoli.

MARE di C. Carminati, ed. Rizzoli.

FACCIAMO I COLORI.RICETTE E IDEE PER DIPINGERE E GIOCARE CON LA NATURA di H. Arendt e S. Crimi, ed. Terre di mezzo.

Fuori. Suggestioni nell’incontro tra educazione e natura  2015, edizioni FrancoAngeli.

SAREMO ALBERI di Mauro L. Evangelista,ed. Artebambini, 2010

L’ONDA di Suzie Lee, ed. Corraini, 2009

SOFFIO DI VENTO di Elisa Lodolo, ed. Federazione nazionale delle Istituzioni pro ciechi, 2009

GIARDINIERI IN ERBA di Emanuela Bussolati, ed. Editoriale Scienza, 2008

RESPIRA PICCOLO ALBERO… RESPIRA di Sandra Dema e Antonio Boffa, ed. Gruppo Abele, 2013

http://www.bambinienatura.it

“Progetto Mapping”:

per questo progetto potete recarvi negli uffici comunali di competenza per ritirare copie di cartine della città, potete uscire  ed accompagnare i bambini e le bambine nei luoghi di interesse e chiedete loro di costruire con voi mappe e plastici dei percorsi. Avvaletevi delle competenze di guide turistiche, guide museali, direttori di teatri…

MAPPE di A. Mizielinska e D. Mizielinski, ed Mondadori Electa.


INVENTARIO ILLUSTRATO DELLE MERAVIGLIE DEL MONDO di E. Tchoukriel, V. Aladjidi, ed. L’Ippocampo.

Mondo artistico:

Arte di ron van der meer, f. Whitford, ed. Artebambini.

Arte per crescere. Idee immagini laboratori di P. Ciarcià e M. Dallari, ed. Artebambini.

Collana PiPPo di Topipittori

Che sorpresa paul klee! Di paola franceschini, ed. Artebambini.

Con gli occhi di miro’ di pola franceschini, ed. Artebambini.

Il giro del cielo di j. Mirò e d. Pennac, ed. Salani.

Il museo immaginario di Gek Tessaro, ed Carthusia.

Io sono un artista di Marta altès, Emme Edizioni.

Jackson pollock  di f. Gilberti, ed. Corraini.

La fabbrica dei colori di t. Hervè, ed. L’ippocampo.

L’esperienza dell’arte. Laboratori ed attività creativi per l’infanzia di cristina francucci, ed lapis.

Libri fatti a mano di agnese baruzzi, ed. Artebambini.

Miro’ e l’arte contemporanea con gli occhi dei bambini e delle bambine di cooperativa sociale contestoinfanzia, ed. Artebambini.

 

Mondi possibili:

IL MONDO IMMAGINARIO DI… di K. Smith, ed. Corraini.

NON è UNA SCATOLA di A Portis, Ed. Kalandraka.

CELESTE COMBINAGUAI di Emma Yarlett, La Margherita edizioni.

FEDERICO di Leo Lionni, ed. Babalibri

Il Tagliaboschi

Il tagliaboschi.
Ed Il leone Verde magistralmente illustrato da Alain Cancilleri

-Il-Tagliaboschi copertina

Un bosco su paesaggio innevato.

Ed una casa, con il camino acceso, quasi a vetta di una montagna.

E il silenzio……sembra di sentirlo.

il-tagliaboschi1

Un mattino presto l’uomo che abita la casa si sveglia, indossa caldi indumenti ed ecco che lo vediamo affacciarsi alla porta e, con volto assonnato, uscire… noi lo vediamo da fuori, non siamo invitati ad entrare in casa né a sapere cosa pensi quest’uomo e dove stia andando…

Ma il silent ci accompagna, per mano…a scoprirlo.

Appoggiata al muro della casa un’ascia, che l’uomo prende sulle spalle per iniziare poi il suo viaggio.

il-tagliaboschi 2

Dove va nel silenzio di un mattino innevato?

Poche pagine dopo lo sappiamo…quest’uomo è un tagliaboschi e lo capiamo perché dopo aver raggiunto un bosco lo osserviamo lasciare dietro di sé alberi spezzati alla base.

Un’ascia, un uomo ed una foresta in caduta libera.

Sembra di sentirlo il tonfo pesante e soffocato di ogni albero abbattuto, e serve un occhio bambino per notare che non siamo gli unici osservatori disarmati..

Un coniglio, uno scoiattolo ed un picchio..poco dopo un lombrico…inermi, anche stupiti, guardano…

Il-Tagliaboschi-3-

Ma forse il peggio deve ancora arrivare…e girando pagina una fitta raggiunge il cuore…

Vediamo il tagliaboschi, il mattino seguente, raggiungere nuovamente quella che era una foresta..

La pagina è disseminata di tronchi spezzati, solo un albero è rimasto in piedi ma a pochi passi l’uomo, con la sua ascia, lo sta già raggiungendo.

ultimo albero tagliaboschi

Girare pagina è quasi doloroso.

Il tagliaboschi è ai piedi dell’albero,

alza la sua ascia e nel farlo alza,

casualmente, il volto e…

…qualcosa di magico, di inaspettato, di perfetto come è perfetta la magia di ogni storia…accade.

tagliaboschi sorpresa

Tra i rami una gremita popolazione di animali guarda l’uomo. Volpi, un orso, scoiattoli, gufi, uccelli, un piccolo gnomo (dice mia figlia), un lombrico….sono tutti stretti uno all’altro sopra all’ultimo albero rimasto e guardano impauriti, interrogativi l’uomo che taglia i boshi.

Sì guardano l’uomo e anche noi lo stiamo guardando domandandoci cosa farà? Si renderà finalmente conto? Come è possibile che non si sia accorto di quello che stava facendo?

Giriamo pagina…

L’ascia è a terra, il volto dell’uomo è visibilmente scosso…e allora in noi si muove una rinnovata speranza, un sospiro di attesa positiva si fa spazio ed è irresistibile la voglia di girare le pagine e osservare l’uomo affrettarsi verso casa, bussare alla porta e fare un lungo discorso alla donna che abita con lui…..

Questo silent va goduto pagina dopo pagina fino al fondo della copertina, e arrivati alla fine va chiuso e rigirato dal titolo, alla copertina iniziale…perché, senza saperlo, abbiamo avuto tra le mani il futuro fin dall’inizio.

-Il-Tagliaboschi copertina

Interessante lo svelamento su più piani, i dettagli che si annidano qua e la tra le pagine.

Una storia di silenzio e natura (come cita il retrocopertina), di educazione al rispetto in continua sospensione tra quello che è necessario fare-  oppure no, tra quello che si può scegliere di fare-  oppure no, tra quello che si è e si può essere davvero.

Una storia di ritorno all’armonia con il naturale: con se stessi e con il mondo.

(in cui è una donna, alla fine, la mediatrice di vita, che porta con se il primo di tanti alberi da ripiantare)

Scopritelo…merita davvero!

La vostra voce: amarsi prima di vedersi

A “Filo di voce” questo il titolo dei due incontri (Incontro) dedicati al tema della voce e della lettura rivolti a genitori in attesa che ho avuto l’onore di tenere a Lacasatonda Fano  .

Quello che mi piacerebbe fare è riprendere questo discorso qui con voi, presentarvi alcune “scoperte in pillole” che ho incontrato preparandomi a questi incontri (si preparandomi…c’è sempre da studiare e da leggere, qualche nuova ricerca, un taglio più preciso su argomenti che si pensa già di conoscere…amo approfondire quando posso!!)

Mi permetto di riportare qui in toto l’intro ad un utilissimo testo sulla lettura

Leggimi Forte – Parla con Lui

Gli umani, appena nati, paiono esseri fragili e precari, in bilico sul ciglio della vita come sul crinale di una collina. Forse lo sono davvero, o forse è la nostra ansia di genitori che li vede così. Fatto sta che, a quel punto, noi prendiamo d’istinto a chiamarli, con voci e sorrisi, perché da quel crinale si lascino scivolare verso di noi, da questa parte e non da quella. La voce umana ha un potere grande e segreto, che assordati da molti apparecchi rischiamo di dimenticare.
Prima del senso c’è il suono, prima delle parole c’è la voce. Quella voce ha potere sulle cose: le chiama all’umanità, le rende umane. Parliamo agli animali, che non conoscono parole, parliamo a una lapide, a una pianta, a uno specchio; a una persona in coma perché ricordi la vita umana, e vi ritorni.
E a un neonato perché si fidi e vi entri.
La voce echeggia come un canto di balena, in quell’oceano sconfinato e incomprensibile che è una nuova vita, per dire tre sole sconfinate verità: io sono qui, tu sei qui, il mondo è qui. I mesi e gli anni passeranno, quella voce prenderà forma di parole, perline di senso infilate in collane via via più fiorite e complesse: mangia, dormi, ridi, cresci, come stai? Ma sotto quella superficie variopinta, in certe ore del giorno, in certe condizioni di luce, di emozione, di sonno, noi siamo ancora in grado di sentirlo, quel suono senza senso, quella voce senza parole, che non “vuole dire” niente, ma genera umanità.

La cosa fondamentale che questo libro dice a un genitore è dunque questa: parla a tuo figlio. Hai un potere di umana magia nella gola, unico eppure comune: perché ne sei avaro?

Parla con lui, con lei. Non negargli ciò che sai fare, che gli serve. E se non sai cosa dire, ci sono sorgenti di parole giuste, che son fatte per questo: leggi un libro. ”

Trovo che questa presentazione abbia al suo interno un’infinità di spunti e di riferimenti  alle più moderne teorie e ricerche sulla vita intrauterina oltre che riferimenti pedagogici, psicoanalitici, morali e filosofici. Insomma la adoro. La trovo perfetta…ma proverò ad esplicitare le mie motivazioni supportandole anche con teorie , accompagnandovi nel mio viaggio con Albi illustrati e tantissimi suggerimenti di lettura (che trovate in bibliografia qui allegata)

 …”Quella voce ha potere sulle cose: le chiama all’umanità, le rende umane” …

Scrive Michel OdentLa salute dell’individuo inizia nel grembo materno […] Il bambino prenatale vive tutto ciò che vive la madre e sin dall’inizio…Durante la gestazione, dunque, non è sufficiente seguirne il buon andamento soltanto mediante esami ecografici, analisi cliniche e controlli medici per accertarsi del perfetto stato di salute di madre e bambino. Occorre preoccuparsi anche di alimentare correttamente la relazione madre-bambino-padre sul piano affettivo…
Attraverso il tatto (il bambino) è anche in grado di percepire i suoni prima che si sviluppi l’organo dell’udito […] Percepisce la voce della madre dall’esterno e dall’interno, attraverso i tessuti e le ossa, fino all’utero.Non comprende le parole, nel senso di afferrarne il senso, ma ne afferra la carica affettiva e identifica una intonazione ed un ritmo particolari, che dopo la nascita serviranno come punti di riferimento e gli daranno sicurezza tra le tante nuove sensazioni che dovrà affrontare venendo al mondo

Avete notato? Il dettaglio fondamentale…lì dove dice che il bambino intrauterino sente (con tutta la complessità dei significati di questo termine) ancor prima che il senso dell’udito si sviluppi. Ossia gli studi moderni e la psicoanalisi, praticamente da sempre, ci dicono che il bambino fin da quando si ambienta nell’utero materno riesce a percepire, attraverso il corpo, le onde sonore e che queste trasmettono non soltanto la voce della mamma ma significati molto più complessi quali un senso di esistenza e di confine (per approfondire leggere Winnicott) ..per riprendere le parole da il libro Leggimi forte “per dire tre sole sconfinate verità: io sono qui, tu sei qui, il mondo è qui “.

Il bambino quindi è in una situazione di ascolto emotivo, tutto quello che gli arriva lo colpisce, lo attraversa, viene vissuto e non pensato (citando uno dei miei amatissimi professori Racalbuto – articolo, interessante il suo testo sul tema “Tra il fare e il dire” )

Che cosa significa questo esattamente? Sono concetti complessi presi dalla psicoanalisi ad origine bioniana che cerco di semplificare così: fino a che il bambino non sviluppa, dopo la nascita, intorno ai 24 mesi, la capacità cognitiva di simbolizzazione (ossia di associare ad immagini reali immagini mentali) tutto quello che vive, soprattutto nei mesi intrauterini e nei primi mesi post nascita, è vissuto-non-pensato, ossia escluso dalla simbolizzazione mentale (in fieri) ma che rimane impresso nel corpo come esperienza fatta ma non narrabile, senza parole insomma.

Ciò rende il caregiver  (ossia colui o coloro che si prendono cura) fondamentale: il ruolo dell’adulto è quello, infatti, di tradurre il reale mettendo parole, espressioni, posture…dando cioè una raffigurazione pensabile e “fatta di confini” “confinata” (perchè la parola, dando senso, limita anche ossia riduce il carico emotivo legato all’esperienza) (per approfondire leggere Bion)

e allora sono utilissimi, nei primi mesi di vita del bambino, tutti quei libri che nominano gli oggetti (un oggetto, un animale, una figura per pagina!!) e i libri sulle facce e le espressioni. Bellissimi e soprattutto degni di nota i libri a contrasto bianco/nero.

Qui sotto una piccola selezione prima di tornare al filone principale del nostro tema:

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Libri a contrasto, libri da toccare, libri che nominino la realtà, libri sonori

Ma torniamo al tema iniziale e scusate se ogni tanto prendo percorsi e vie traversi…

Laura Pigozzi in –A nuda voce. Vocalità, inconscio, sessualità (2008) – scrive “la voce ha uno statuto più antico e originario rispetto alla parola” “la voce è anche e soprattutto memoria” continua Imbasciati  : “è una memoria implicita; sganciata dunque da qualunque possibilità di ricordo. Anche qui c’è una distinzione, non ancora assimilata nella cultura generale: un conto è il ricordare, altro conto la memoria, nella sua piena estensione; il primo difficilmente corrisponde la secondo” – Nuove teorie sul funzionamento della mente. L’istituzione psicoanalitica e gli psicoanalisti, mbasciati, 2005.

E proseguo “Il feto impara (Manfredi, Imbasciati, 2004) in relazione a come la gestante (e il suo entourage e il suo stile di vita), modula ciò che gli incipienti organi sensoriali del feto possono recepire: è la modulazione materna che conferisce loro quella organizzazione che li costituisce come funzioni mentali (in primis percettive) passibili di essere memorizzate. Questa modulazione assume il carattere di un’effettiva comunicazione, vuoi ordinata e funzionale, vuoi disorganizzata e disfunzionale. La comunicazione gestante/feto è pertanto la matrice degli apprendimenti fetali e del costruirsi delle prime elementarissime funzioni mentali del feto”

 Lacan parla di Lalingua cheè quella dimensione del linguaggio che precede il linguaggio e che investe direttamente il corpo che parla. Lalangue è la dimensione carnale, primaria, originaria del linguaggio, rispetto alla quale il linguaggio sarebbe un’elucubrazione di sapereLalingua Lacan

Insomma…il suono della vostra voce (e Imbasciati ha dimostrato che il bambino-in-pancia riconosce e risponde in modo più attivo alla voce a lui direttametne rivolta), ancor prima del significato delle parole che dite, le emozioni che trasmettete ancor prima delle parole che utilizzate hanno un’importanza ed un interesse altissimo per i vostri bimbi in pancia e anche per i bimbi appena nati.

La componente prosodica della voce (ossia la ritmica e la melodica e qui Elisa Ridolfi può aiutarvi meglio di me)  è da considerare una vera e propria forma di contatto emozionale, una forma di abbraccio non corporeo.

Quindi? Dette tutte queste cose psicoanalitiche?! Bhe…quindi LEGGETE, LEGGETE, e ancora LEGGETE, CANTATE, osate con la vostra voce trasmettere tutto l’amore che provate per questo bambino.

Aucher ci ricorda che se i caregiver “parlano e cantano spesso al feto la carica affettiva dei loro messaggi risveglierà in lui un sentimento di fiducia nella vita”

Il bambino intrauterino pensa “per emozione e sentimento” dice Alfred Tomatis e allora leggere qualcosa che vi fa piacere, che vi fa star bene, parlare con lui è importantissimo.. in bibliografia trovate alcune proposte. Tenete conto che potete leggere anche Dante, mentre il vostro bambino è in pancia,…purchè questo a voi dia emozioni che desiderate trasmettere.

PS= Non ho aperto nè sfiorato il tema del desiderio (con tutto il carico di investimento, aspettative, disinvestimento ecc…) perchè ritengo che sia estremamente delicato e inadeguato ad un luogo virtuale come questo.

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Link utili:

Casa Casina

Bambino: un mondo da conoscere

Libri come ponti

Nati per leggere
 

Un grazie veramente speciale va a  Marta de il DragoFanfarone Fano
per la quantità di libri che ogni volta mi mette a disposizione.

A Livia Serrano e Valeria Patregnani per la collaborazione e gli spunti di riflessione che sempre mi offrono. L’una responsabile di http://www.fanoperbambini.it, l’altra responsabile dei servizi al pubblico della biblioteca. Insieme appassionate scriviamo Dillo con un libro.

E ovviamente ad Elisa di Lacasatonda per l’accoglienza e per aver pensato a me.

 

BIBLIOGRAFIA:

BIBLIOGRAFIA

Il cestino dei tesori

MOVIMENTI NEI PRIMI ANNI DI VITA DEL BAMBINO

Articolo non citato per questioni di brevità: Il corpo della voce, la voce dell’ascolto.  Biferale, Toti

Lo 0-6 questo sconosciuto.

Una collega pedagogista mi ha chiesto di scrivere un articolo su questo misterioso tema attualissimo e ricco di insidie e resistenze…

Quello che mi propongo qui di fare non è quello di prendere parte alle varie tensioni e polemiche ma di cercare di suggerire modalità attuative pratiche nel “qui e adesso”…che non è esattamente “lo zerosei di domani”. Questo perchè in pochissimi in Italia, credo, siamo pronti ad applicare questo innovativo sistema..non perchè, come spesso si dice, non abbiamo gli spazi ma perchè ancora non ce l’abbiamo in testa.

Dunque penso ai servizi dei quali mi occupo e provo a lanciare degli spunti, anche facendo riferimenti a qualcosa di già in atto…in fieri, boccioli lavorabili potenzialmente anche in modo molto più complesso.

Esiste per esempio la possibilità di ragionare sugli spazi e sui materiali utilizzabili in comune? E’ possibile iniziare da qui…senza smuovere in modo prepotente equipe di lavoro che ancora non sono pronte e nemmeno noi sappiamo ancora adeguatamente supportare?

Penso alla possibilità di progettare insieme utilizzando strumenti come albi e silent book. Per esempio questi ultimi si aprono ad un lavoro infinito con i bambini di ogni fascia di età (anche con gli adulti).

so che quello che vado a proporre farà storcere un pò il naso agli “zerosei convinti”…ma credo sia necessario anche lavorare per gradi, avvicinarsi piano alla costruzione di un cambiamento che necessita di una ristrutturazione prima interna e poi globale. Pensiamo solo al diverso “concetto di bambino di 3 anni” che si attua tra nido e infanzia. Non è lo stesso bambino quello verso cui pretendiamo un rapporto 1:7 al nido rispetto a quello che si trova inserito, all’infanzia, ad 1.25?

Dunque..vado ad illustrarvi la mia VISIONE (e di tale si tratta essendo frutto della fantasia mescolata ad un pizzico di sperimentazione sul reale in isole felici dove personale di nidi e/o raccordo collabora in modo profiquo con quello dell’infanzia…che già è molto):

  • immagino il personale di nido ed infanzia, ad inizio anno, che si incontra per riflettere, ragionare e lavorare sulla strutturazione degli spazi, la disposizione dei mobili, l’uso comune di aree più o meno ampie della struttura.
  • immagino che ci si dedichi poi all’ambientamento dei nuovi iscritti e ci si metta in osservazione dei bambini, riflettendo, nei collettivi, sull’uso degli spazi, sugli indirizzi progettuali possibili.
  • questa riflessione continua deve, a mio avviso, portare il personale a rivedere l’organizzazione degli spazi inizialmente pensata, a formulare proposte operative con organizzazione di angoli dedicati a materiali vari con obiettivi specifici in funzione delle osservazioni.(verifica in itinere)

Si può scegliere, se questo facilita, di utilizzare un tema guida per accompagnare adulti e bambini a muoversi all’interno della struttura e delle proposte, per ritrovare un filo conduttore di stanza in stanza, un tema comune tra tutti i bambini, un contenitore creativo ricco di stimoli dal quale pescare per offrire nuovi slanci ai bambini…

penso ad albi come:

–> Non è una scatola (di cui vi ho già parlato qui: Bambino: un mondo da conoscere e qui Non è una scatola a scuola )utilissimo strumento adatto ad ogni fascia di età e a tutti i bambini anche con difficoltà. Si parla di affrontare il tema della fantasia creativa dei bambini offrendo loro un materiale poco strutturato come lo scatolone e osservarli nelle trasformazioni che vengono loro in mente. Ci stupiranno!! L’approccio al materiale è ragionevolmente diverso in funzione dell’età del bambino che vi si avvicina e del lavoro che l’educatore è in grado di sostenere insieme al bambino (e dovrebbe essere in grado di sostenerlo tutto a mio avviso) ma l’offerta base è la stessa. Per esempio svuotiamo la scuola da giocattoli di ogni genere e inseriamo scatole e scatoloni di ogni misura. In un angolo lasciamo a disposizione fogli, colori, scotch, forbici, stoffe… e rimaniamo ad osservare.

–> L’onda di Suzy Lee intrammontabile, magico, sempre creativo, flessibile agli usi più disparati…disposto anche a farsi musicare, narrare, rappresentare, maltrattare un pò tra le onde – vere – del mare.

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–> Flashlight una scoperta, adottabile anche dalle pedagogiste come Laura Malavasi per mettere i puntini sulle i sulle modalità documentative e di osservazione (ossia…vediamo quello che illuminiamo…non tutto). Diamo in mano ai bambini una torcia, una lente di ingrandimento, dei binocoli…e scopriremo quante cose vedono loro (che noi spesso nemmeno notiamo!!). Creiamo per loro angoli da scoprire, accompagnamoli nei micro e macromondi intorno a noi (in giardino, in città, tra i sassi, tra l’erba, in un bosco…a naso in sù verso il cielo…) invitiamoli a fotografare, illustrare, creare mappe…

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 Potrei continuare all’infinito…con esempi e collegamenti tra uno e l’altro albo e tema..

per esempio il tema della NATURA può essere declinato in un milione di modi: i colori della natura, le trasformazioni in natura, le stagioni, i semi e i loro viaggi, la crescita, la morte (?! si parla di questo a scuola ?! apriamo capitoli eh!), le foglie, gli animali, le case/rifugio, le radici…ecc…

E su questi temi se ne aprono tanti tantissimi di molto profondi, filosofici, sul senso della vita per esempio, o sulle caratteristiche personali (con tutto il lavoro sul corpo e sul sè che i bambini fanno e che nelle scuole si fa), si aprono campi di sperimentazione manipolativa e pedipolativa oltre che simbolico immaginativa…si può parlare della casa, del rifugio, dell’ideale per noi, del reale, del fantastico…si possono raccontare storie di animali (e anche e quindi di persone, di bambini..) evidenziando qualità, differenze, somiglianze…nei modi di vivere, nelle famiglie, nelle impronte, nei cibi che mangiano, nel colore della pelliccia….ahhh quante ce ne sono di idee eh?!

Mi fa impazzire…e profondamente addolorare quando sento le maestre che dicono “fai il disegno della tua famiglia” come se questa fosse la cosa più banale del mondo. E inserisco qui questa non-parentesi perchè penso che basterebbe parlare d’altro (che altro non è) e lasciare parola ai bambini…parola ascoltata ed accolta con interesse, per far emergere racconti, disegni, immagini di quello che è per loro la famiglia, per loro il senso di affetto…

perchè, sapete, entrare nella vita e nel cuore di un bambino è “cosa” assai delicata, potente e importante. I bambini si fidano e si affidano in modo assoluto ed incondizionato…e noi dovremmo entrare nel loro mondo quasi volando basso…in punta leggerissima di piedi. Senza commenti, solo pronti allo stupore, alla meraviglia…e anche a farci male. Sì perchè le ferite dei bambini sono talmente reali, tangibili e forti che vanno a toccare le nostre (e anche qui avrei da parlarvi molto sulla mia idea sugli orrori che avvengono nelle scuole!),

E allora…perchè non iniziamo, per esempio, a prendere Albero di Iela Mari…e a notare che in alcune pagine ci sono nidi in costruzione, nidi vuoti, tane e rifugi di diversi tipi…e aggiungiamo a questo enciclopedie, filmati, osservazioni su animali veri e le loro case, e ci abbiniamo poi l’albo  Rifugi e via così…?!

Mi sono dilungata….

Spendo una parola per gli INVENTARI: li trovo strumenti splendidi, ricchissimi di spunti, enciclopedie a portata di bambino, bambina, insegnante…e credo fermamente che ogni bambino dovrebbe crearne di propri…raccogliere esplorare seriare osservare copiare…insomma…basterebbe uno solo di questi albi illustrati per creare meravigliosi percorsi nelle scuole da 0 a mille anni!

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E ricordo la potenza impattante e diretta che hanno le immagini per adulti e anche e soprattutto per i bambini quindi vi suggerisco sia di scegliere accuratamente albi illustrati di qualità sia di utilizzare ed acquistare per i vostri progetti a scuola e per i bambini lo strumento della fotografia, ci sono tantissimi LIBRI FOTOGRAFICI ben fatti che io utilizzo continuamente (amo quelli della Ippocampo e di National Geographic oltre che a scegliermi quelli di alcuni fotografi che amo) e di fare anche foto.

questo perchè esiste una differenza tra illustrazione e foto…entrambe sono immagini ma hanno impatto uso e funzioni diverse sia per i progetti educativi che per l’occhio dei bambini che le osservano…Interessante anche far fare ai bambini foto ed illustrazioni di quanto hanno osservato e raccolto…insomma..gli educatori sapranno certamente sbizzarrirsi più di me..e i bambini vi stupiranno…stupiscono sempre…per la loro capacità immaginativa e creativa…!!

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Dunque…mi vengono in mente troppe cose da dirvi, troppi albi da suggerirvi,..ve ne propongo qui sotto una selezione…tra pop up, silent ed albi veri e propri…cercando di suggerirvi soltanto e a bassa voce possibili percorsi…

Potrei scrivere pagine e pagine e finirei con l’annoiarvi e con scrivervi io i progetti eh eh quindi…attendo da voi spunti, domande, suggerimenti…e che questo zero-sei abbia inizio!!! Aprite le porte delle sezioni, organizzate spazi, angoli di interesse, aree con materiali di qualità selezionati e ben pensati e mettetevi ad osservare i meravigliosi bambini con i quali avete l’onore di lavorare!!

Buon lavoro carissimi educatori ed insegnanti…

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Ma ATTENZIONE: non è assolutamente mia intenzione suggerire di fissarsi con un solo strumento e di un solo tipo…anzi! Il mio suggerimento è quello di – se ne avete bisogno – scegliere uno strumento base che vi faccia da filo conduttore tematico e a quello di agganciare la complessità e la diversità di tanti altri strumenti e materiali. Non solo albi (e si sa un albo tira l’altro…e potrei dirvi che quelli sopra elencati possono benissimo collegarsi…) ma anche materiali diversi e stili documentativi differenti!! Se vi servono esempi…posso scriverne, parliamone, contattatemi: featherstonejblog@gmail.com

Mi trovate anche su FB: Pagina FB di FeatherstoneJ

 

 

Qui alcuni spunti di riflessione: Zerosei

Interessante approfondimento: Anna Bondioli

Bambino: un mondo da conoscere

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Che cos’è un bambino?

Beatrice Alemagna risponde magistralmente: “è una persona piccola”

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Potrei chiudere qui questo intervento…sottolineando, mettendo in evidenza, proponendo una gigantografia della parola “PERSONA”… ma pare non bastare mai…

ci si dimentica spesso di considerare i bambini e le bambine come persone quindi dotate di capacità, potenzialità, autonomiee e limiti (ovviamente, come tutti). Ci si dimentica adirittura di considerarli speciali uno ad uno e li si mette tutti nel calderone “infanzia” come se non esistessero differenze, sfumature, particolarità. Come se, anche banalmente, un bambino di 3 mesi nato al nord Italia da famiglia benestante in pieno centro città fosse uguale ad uno di 10 anni emigrato con la propria famiglia da un paese di guerra, o ad un altro di 4 settimane nato in Svezia.. Come se esistesse al mondo una persona uguale ad un’altra.

Quello che mi preme dire è che i bambini e le bambine vanno osservati, va loro dato spazio di parola, di espressione creativa, di movimento nel pieno rispetto dei loro ritmi…e non perchè la fretta al mondo non esista e ci si debba sentire adulti tremendi se al mattino, per andare a scuola e lavoro, si corre più del solito sulle routine. Non è questo il concetto…

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L’idea è che se facciamo un passo indietro e li guardiamo…allora possiamo davvero comprendere il loro potenziale e predisporci per favorirne la massima espressione.

La psico-pedagogia, a partire da menti geniali come Montessori, Vygotskij, Chokler, Pikler, Mhaler, Goldschmied, Munari (…),  ricorda agli educatori che il loro ruolo è quello di muoversi, per così dire, nell’ “area prossimale dello sviluppo” intuendo, osservando, il potenziale del bambino, annotandone limiti e difficoltà così da preparare un ambiente idoneo affinchè le potenzialità del bambino vengano messe nelle condizioni di svilupparsi ed esprimersi. Si sottolinea, insomma, che il ruolo dell’adulto è quello del regista che osserva, prende in esame le condizioni iniziali da cui partire per predisporre il set all’interno del quale il vero protagonista, la persona bambino, possa muoversi, incontrando sfide evolutive a lui adeguate, sempre leggermente sopra le sue aspettative così da essere propulsive, motivo di esplorazione, scoperta e meraviglia per il bambino.

Il fatto è…

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…che nessuno può far nuotare una paperetta se non è lei a sentirsi pronta per un tuffo…nemmeno il lupo in persona!! (qui la recensione Il fatto è – Capitombolo )

Cosa possiamo fare allora ?

Metterci in ascolto.

I bambini sanno indicarci la strada dei loro bisogni. Ci basta considerarli degli ottimi interlocutori per accorgercene..

Tutto da me, un albo particolare grazie ad una “straordinaria combinazione di disegno e fotografia” , ce lo ricorda…”William Wondriska cattura con un tono leggero e spensierato l’emozione indescrivibile di un bambino nel fare una cosa “da solo”. ..Fra realtà e immaginazione, All by myself è stato fra i primi libri per bambini ad utilizzare al suo interno immagini fotografiche. Qui sono accostate alle esuberanti illustrazioni in vivo arancione grazie ad un’impaginazione dolce e curiosa, che accompagna la musicalità del testo” (cit. da http://www.corraini.com/it/catalogo/scheda_libro/421/Tutto-da-me)

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Nell’introduzione del prezioso libro di Agnès Szanto-Feder, L’osservazione del movimento nel bambino. Accompagnare lo sviluppo psico-motorio nella prima infanzia, Erikson, 2014, Emanuela Cocever presenta Emmi Pikler dice “Pikler vede in un neonato che si muove un soggetto impegnato in un’opera allo stesso tempo interna ed esterna, vede in atto, non solo in potenza, lo stesso lavorio  che si esprimerà, in seguito, con altri mezzi. […] Fin dalla nascita un bambino ha la capacità di attenzione e di azione, e tanto più accresce le sue capacità quanto più sperimenta il fatto che i suoi tentativi sono efficaci, sono accolti nell’ambiente e lo modificano. Qualsiasi adulto, anche il più sperimentato, non ha tutto quello che gli serve per lavorare con i bambini, ha bisogno di imparare da ogni nuovo bambino, e l’attività di un bambino che si muove di sua inizativa è la guida sicura per un adulto che voglia imparare”

Il punto di vista della moderna pedagogia quindi ci porta a guardare la persona bambino con un occhio molto attento, senza pregiudizio, considerando il suo comportamento come un indicatore del lavorio interno che sta compiendo e del suo potenziale. Il nostro osservare senza intervento dall’alto, senza forzature nè precostituzioni predefinite, permette al bambino di esprimersi in un ambiente percepito come accogliente e favorevole.

Non è una scatola, Celeste Combinaguai, Il punto, Se io fossi…, Io sono un artista, e tantissimi altri che mano a mano potremmo aggiungere, scoprire, citare… ci illustrano in modo assolutamente chiaro e prepotente quanto sia ricco e complesso (oltre che molto pensato!)  il gioco del bambino il quale mette in atto tutte le sue capacità immaginative e d’azione in un mix creativo spesso limitatamente comprensibile agli adulti!!

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Ci vengono in aiuto gli albi sopra citati per ricordarci e ricordare ai bambini che intuiamo e aprezziamo la loro ricchezza sempre in espansione. E possiamo continuamente sperimentare le loro abilità intuitive, progettuali, simboliche osservandoli nel loro agire ma anche colloquiando con loro, creando narrazioni su spunti di lettura… potrei raccontarvi il tantissimo lavoro che si fa all’interno di nidi e scuole dell’infanzia con gli albi illustrati e i silent book.

Si parte dalla lettura e si arriva alla creazione di ambientazioni, di storie, percorsi, di lavori progettati e costruiti dai bambini con la magistrale supervisione di educatori ed insegnanti sempre in continua formazione in collaborazione con il coordinatore pedagogico, i servizi bibliotecari e museali… insomma…stare al passo dei bambini e delle bambine è un lavorone..non lo sapete?!

Un esempio di quanto vi sto riportando lo trovate a questo link: No…non è una scatola!

 Che cos’è quindi un bambino?

Una persona unica e irripetibile.

Un mondo ricco e complesso.

Un interlocutore in grado di stimolare in noi crescita e cambiamento.

Non vi basta?

Guardate qui come ce lo presenta Settenove:

Io sono così — Premio Andersen 2015 —

http://www.settenove.it/articoli/io-sono-cosi/313

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Per concludere…vi suggerisco di sperimentarvi sia nell’osservazione attenta e non partecipata dei bambini che vi capita di frequentare e che avete l’onore di conoscere. Che siate i loro genitori o/e educatori.

Vi consiglio di leggere con loro, di darvi spazio di racconto e di scambio proponendovi alcuni suggerimenti che potete leggere qui: Libri come ponti

Spero questo primo percorso tematico vi sia utile…vorrei poterlo integrare, rinforzare, rimpolpare di suggerimenti quindi se ne avete scrivetemi!!

Io continuerò a metter in moto i miei neuroni !!

 

 

Bibliografia utile:

Celeste combinaguai – Yarlett Emma – Margherita edizioni

Che cos’è un bambino – Alemagna – Topipittori

Datemi tempo – Pikler

Il bambino è competente – Jesper Juul – Edizioni Feltrinelli

Il fatto è – Gek Tessaro – Lapis Edizioni

Il punto – Reynolds Peter H.- Ape Junior

Io sono un artista

Io sono così – Fulvia Dell’Innocenti – Settenove

L’osservazione del movimento nel bambino. Accompagnare lo sviluppo psico-motorio nella prima infanzia.  – Agnès Szanto-Feder – Erikson

Munari i libri

Persone da zero a tre anni – Goldschmied Elinor; Jackson Sonia – Junior Edizioni

Se io fossi il blu… – Sophie Fatus – Lapis

Si può – Guarenghi Sanna – Franco Cosimo Panini

Tutto da me – William Wondriska – Corraini Edizioni