Chiedimi cosa mi piace

Chiedimi cosa mi piace.
Terre di mezzo edizioni

Con le splendide illustrazioni di Suzy Lee e il testo lieve e potente di Bernard Waber.

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Se cercate un libro sull’autunno bhe…mi dispiace deludervi, ma non è questo.
No. Disapprovo totalmente il processo che ha portato all’appiattimento di significati che questo albo contiene.
Questo libro non parla di autunno,
nemmeno lontanamente.
certo certo ci sono le foglie che cadono,
le persone che passeggiano e si stendono sul rosso tappeto
e il vento e gli animaletti…

Ma No. Non possiamo definirlo un libro sull’autunno senza così privarlo della sua magnifica ricchezza.

Questo albo si presta a parlare di tanto,
certamente anche (scusate – banalmente) di autunno.
ma contiene in se, a mio avviso,
soprattutto una finestra sulla relazione tra adulto e bambino
e tratta questo tema in modo davvero profondo e delicato
e forse anche insolito.

Dico insolito perchè in questo albo è la bambina protagonista a guidare l’adulto alle domande, a guidarlo ad uno sguardo attento e ricco, complesso nel suo approcciarsi ai dettagli..alla funzione delle cose, ai nomi e alle caratteristiche, anche emotive, degli oggetti inanimati ed animati del mondo..

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È sempre la bambina che, prendendo per mano l’adulto, lo conduce, a piccoli passi, dentro la sfera intima in cui ci si scopre capaci di grande passione e di amori, di creatività e domande.

E nel percorso riusciamo a respirare quanto sia profondo il legame tra questa bambina e l’adulto che con essa sa passeggiare leggero…

Un adulto che non risponde mai anticipando le domande, che cammina facendosi guidare, che sa di essere un punto importante senza per questo sovrastare o coprire con i propri desideri quelli della bambina. Un adulto che sa stare “al passo bambino” accompagnando alla crescita e alla conoscenza, favorendo la libera espressione della piccola.

Un adulto presente emotivamente e fisicamente che sa accogliere le fantasie creative della bambina e metterle in campo per far evolvere il dialogo.
(Il mio adulto ideale).

Troviamo al contempo una piccola curiosa, in movimento esplorativo, sicura della presenza dell’altro. Una presenza fatta della storia che li accomuna, fatta di un attaccamento sicuro che permette di essere liberi sotto sguardo attento, fatta di conoscenza reciproca leggera, frizzante, autentica.

Insomma in questo albo troviamo i fondamenti del rapporto educante, affettivamente significativo, in cui l’adulto si fa condurre nel mondo dallo sguardo bambino per poter essere pilastro di riferimento, mano che accompagna, contenitore e rilancio di domande e mai di risposte se non quella, la più importante, “lo so, sono qui, non me ne dimenticherò”…come a dire “ci sono. Ci sono sempre stato e ci saró ancora”.

Ho scelto di non descriverlo nei dettagli, ho voglia di lasciarvelo scoprire o riscoprire (se lo avevate comprato SOLO per un progetto sull’autunno!).

Ottimo strumento sia per adulti-educatori (da educere: condurre fuori, cioè persone che permettano il naturale e creativo esprimersi del potenziale di ognuno) — genitori compresi quindi!!
ed
ottimo albo per una lettura intima ai propri figli, pieno com’è di amore reciproco.

Mi piacerebbe ora proporvi dei “mini-approfondimenti” su alcuni dettagli:

  • tutto l’albo è attraversato dalla meraviglia della scoperta ed in questo percorso i ruoli adulto- bambina sono da prendere a modello non solo nella vita familiare ma anche in quella scolastica, fin dal nido: la bambina si muove autonomamente nello spazio, sotto lo sguardo attento dell’adulto che sta fisicamente sempre ad una certa distanza, senza mai intervenire se non quando richiesto o per enfatizzare un’annotazione della bambina stessa (per esempio quando la bambina parla della sua passione per le storie di orsi). L’adulto quindi gioca un ruolo importantissimo lasciando che la bambina esplori l’ambiente, approfondendo dettagli e curiosità, senza interferire ma anzi enfatizzando e sostenendo.
  • proseguendo vorrei farvi notare quante finestre di approfondimento scientifico si aprono, e non è l’adulto ad introdurle. Ragion per cui…ci è possibile pensare di metterci nella condizione sopra descritta e accogliere, raccogliere e rilanciare gli spunti che vengono dai bambini? Per esempio il passaggio sulle rane (che non solo nuotano, ma anche saltano, o sulle api…)

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  • ancora…possiamo notare come la libera esplorazione porti ad una narrazione densa di collegamenti tra presente-passato-futuro? E non solo!! La mente della bambina si muove su diversi piani di realtà: quello della fantasia, quello del vissuto presente e passato, quello del desiderio e quello del sapere
  • l’albo offre ancora altri dettagli interessanti–> per esempio tutto il “lavoro” sulla memoria affettiva condivisa: ho coniato questo ensemble di termini per dire…che la bambina nel dire “ti ricordi” “lo so che lo sai…” si riferisce alla certezza interna della presenza emotiva dell’adulto e della sua conoscenza di fatti rilevanti vissuti insieme. La bambina sa (in senso imperativo interno) non solo che l’adulto che è con lei sa quello a cui lei si riferisce, ma dimostra di avere anche sicurezza dell’affetto che la tiene legata a questa persona.
  • una nota particolare va fatta al rapporto narrativo in cui ognuno lascia che l’altro racconti, faccia ipotesi e le condivida. Bellissimo il punto in cui la bambina dice “volevo lo raccontassi tu” pur sapendo rispondere alla domanda e avendo competenza scientifica sul tema, come a dire che alcune cose hanno bisogno della voce dell’adulto per essere ritradotte, conosciute di nuovo, insieme. (e su questo Bion – funzione alfa, Winnicot, Mhaler e diversi autori a stampo psicoanalitico hanno lavorato tantissimo per introdurre il concetto di Adulto come colui che si fa carico di tradurre in modo comprensibile e digeribile il reale di cui il bambino fa esperienza. Trovare parole è un dar senso, contenendo l’esperienza e donandole forma).

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  • ed ancora…le illustrazioni. Suzy Lee mi stupisce e meraviglia sempre…bisogna osservare ogni pagina per scovare la ricchezza di dettagli e particolari di cui Suzy ci rende partecipi…avvicinandoci con occhio attento…incontriamo microstorie parallele che si attivano e realizzano all’interno di ogni pagina, in parallelo e in contemporanea al filone principale… La mamma che porta le foglie al bambino sul passeggino, il piccolo cane che tira così forte il guinzaglio da costringere la ragazza ad affannarsi, l’uomo dei gelati e dei palloncini (e la citazione – voluta o meno – a “L’uomo dei palloncini“mi sembra sublime), le foglie sul letto e sul pavimento della cameretta della bambina (filo rosso di memoria, continuità tra dentro e fuori…)… Amo, amo questa scelta…perdermi nei dettagli, scovarne di nuovi ad ogni lettura…

 

e tanto tanto altro…sì anche l’autunno…che colori, e i rumori? sembra di sentirli…quando i due protagonisti si stendono sul tappeto di foglie e il fruscio lieve delle foglie che scivolano tra le mani della mamma, e il crepitio di quelle che si rompono sotto i passi frettolosi del cagnolino…

Un albo imperdibile, lo avete capito?

😉

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