Oliver: un bambino davvero speciale…

oliver-224882 Valentina Edizioni

Oliver   ….si sentiva un pò diverso

…ma non gli importava. Oliver infatti aveva i suoi amici, pupazzi colorati dalle buffe facce simpatiche…”viveva nel suo mondo, felice, con i suoi amici”…con loro affrontava splendide avventure.

Qualche volta però i suoi amici dovevano stare fuori da alcune esperienze, oppure si dimostravano non sufficienti a colmare il senso di solitudine che pervadeva Oliver…e allora lui…si sentiva un pò diverso – punto.

Oliver un po diverso punto

Ma il libro, come nelle migliori favole, ci accompagna al risvolto positivo…infatti, un giorno, mentre Oliver giocava a tennis, come di consueto, contro se stesso…la pallina rimbalzò ben oltre la sua testa….e Oliver dovette, per riuscire a raggiungerla, valicare i propri confini sicuri, lanciandosi “davvero” (dice il libro) in una nuova avventura.

oliver tennis 1

Fino a qui le assonanze possibili sono tante:

  • Appena ho preso in mano questo albo delicatissimo ho pensato ad Antonino e al suo pentolino, per esempio, (Video: il pentolino di Antonino Kite edizioni ): un albo meraviglioso che illustra a grandi e piccini concetti come quelli di disabilità e resilienza; che utilizziamo spesso, spessissimo a scuola per corsi di aggiornamento ed incontri con insegnanti e genitori anche per spiegare meglio, con il potere delle immagini, il grande ed importante lavoro delle insegnanti di sostegno, e dei bambini con difficoltà che mettono tutto di se stessi per crescere.
  • Penso anche che , e il finale che qui tra poco vi mostrerò mi supporta in questo, tutti i bambini e le bambine siano speciali a modo loro e che basterebbe poco per accorgersene e valorizzarli…questo libro, per esempio, ci permette di osservare Oliver “da fuori” esattamente come potremmo fare a scuola, o a casa, mettendoci comodamente seduti in un punto della stanza, fermi ed in silenzio, avendo predisposto spazi e materiali affinchè i bambini si muovano liberamente.
  • Oliver ha caratteristiche davvero speciali, che spesso leggiamo ed etichettiamo in modo veloce a causa del nostro bisogno di chiudere in scatola, con nomi ben sicuri, quello che vediamo. Oliver vive nel suo mondo (quante volte lo abbiamo detto pensando di avere davanti bambini che vengono comunemente definiti autistici?). Oliver, nelle illustrazioni che ci vengono proposte, si isola dagli altri bambini, ha intolleranza per alcune situazioni sociali (guardate le facce di ogni personaggio presente nella scena e ditemi come vi sentireste voi….io come Oliver sapete?)  e sa, anche (ed è un anche che usiamo spesso per enfatizzare somme di sintomi) suonare il pianoforte..
  • MA… e sono questi i motivi per i quali amo questo albo… Oliver ha un senso di sè elevato, riconosce di essere speciale e questo, alcune volte, lo porta tristemente ad affacciarsi al mondo…a quello stesso mondo che sembra provare indifferenza per lui (vedete qualcuno che gli si avvicina? Che…forse…per alcune persone ci sia bisogno che siamo noi ad avvicinarci? A fungere da ponti? Carissimi insegnanti ed educatori ho a cuore il vostro lavoro….sentitevi di avvicinarvi, in punta di piedi, vi prego)          Oliver si confronta con la realtà…e non si arrende, non si sente sconfitto, triste o  impaurito…Oliver va e si lancia in un’ avventura che è fantastica ma anche e soprattutto reale… Rincorre la pallina…e…

oliver tennis 2

Lì…dall’altra parte del suo mondo…ne incontra un altro…diverso.

Il mondo di Olivia, diversa – come lui – e – da lui-.

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Amo le illustrazioni ricche di minuziosi dettagli, quasi timide nei colori e nell’accenno alle espressioni e alla rappresentazione delle emozioni. Le frasi sono brevi ma limpide, dirette..lasciano spazio al valore magico della fantasia dei bambini e degli adulti che leggono e guardano, accompagnano verso il finale, sperato e atteso quanto timorosamente messo in dubbio…(ce la farà Oliver a conciliare la vita felice nel suo mondo con quella reale? Bhe…sembra proprio di si che dite?)

La domanda che mi e vi pongo…considerato che tutti i bambini e le bambine, certamente qualcuno più di altri, sono portatori di diversità e in questo sanno essere speciali…siamo in grado noi adulti di accoglierli senza giudizi limitanti ed etichettanti? Siamo in grado di permettere loro di andare oltre i loro confini sicuri predispondendo piani educativi, spazi e materiali, progetti che favoriscano il loro aprirsi, davvero, a nuove avventure?

 

 

(io rispondo che sì…siamo in grado se ci disponiamo a farlo, se siamo costantemente formati e disponibili a formarci, anche cambiando….buon lavoro dunque!)

 

 

 

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